MARTINEZ 6 - Un primo squillo dalla distanza di Elphege lascia presagire ben di peggio, poi il suo lavoro si può riassumere in un paio di uscite fuori dalla propria area, che ne ribadiscono la reattività nella lettura delle situazioni insidiose. Il Parma ci prova ma è impreciso e finalmente riassapora il dolce gusto del clean sheet.

PAVARD 6,5 - Chivu gli chiede di proteggere le spalle al connazionale Diouf e lui esegue gli ordini senza batter ciglio. Non supera praticamente mai la metà campo perché in tutta franchezza non ce n'è bisogno, meglio spalleggiare Bisseck che avendo pescato il bastoncino più corto deve fare il centrale in assenza di Akanji. Elphege è discretamente più robusto di lui ma anche nel confronto diretto riesce a contenerlo. Fa il minimo sindacale e lo fa nel modo giusto.

BISSECK 6,5 - Interpreta 'Fratelli coltelli' con Elphege, perché dal terzo anello se giocassero con le maglie invertite davvero servirebbe mettere a fuoco la vista per accorgersene. Duello tutto fisico, uno spettacolo perché la punta è abbastanza robusta e agile da non farsi spaventare dal tedesco, che ha il suo bel da fare per contenerlo e gli concede due conclusioni in avvio nel giro di pochi minuti. Nel complesso porta a casa la pagnotta, sudandosela. Così dà più soddisfazione.

CARLOS AUGUSTO 6,5 - Nonostante le tre settimane di pausa Nazionali, Chivu continua a battere il ferro finché è caldo e gli restituisce la maglia da titolare indossata contro l'Udinese. Non agendo da esterno ma da braccetto sinistro ha meno opportunità di farsi notare nella metà campo avversaria, allora si limita a far ripartire l'azione con abnegazione e qualità e a schermare i tentativi da destra dei ducali, cercando di aiutare Bisseck quando fiuta il pericolo.

DIOUF 6,5 - Canticchiando la Marsigliese, che ha avuto modo di ascoltare spesso ultimamente, inizia con la freccia rivolta verso l'alto e crea subito i presupposti per fare la gioia di Dimarco, puntando qualsiasi cosa di color giallo gli si pari davanti. Contro la difesa schierata è costretto a ragionare, ma a campo aperto si legge la paura negli occhi di chi gli va incontro. Produce poco di concreto, ma alza il livello di ansia negli avversari. DAL 73' SPENCE 6 - Primo pallone giocato con la maglia nerazzurra e mostra al popolo nerazzurro quanto possa andare veloce senza toccare praticamente il terreno. Tracce di ciò che potrebbe essere.

SUCIC 7,5 - Uomo di sostanza. Alle parole (inoffensive) fa seguire i fatti. Vuole legittimamente giocare e quando gli viene concessa l'occasione va a rapinare in casa sua Keita e scaraventa tutta la carica accumulata in Nazionale verso la porta di Corvi. A questo aggiunge un dominio del centrocampo senza rischi di smentita, con una presenza persino scenica non tipica del suo carattere e una convinzione ferrea in tutto ciò che fa. Simply the best.

CALHANOGLU 7 - Rientro quanto mai gradito, dopo un lungo periodo di lavoro personalizzato. Rientro con gol, dal dischetto, non calciato benissimo ma abbastanza forte da infrangere il sogno di Corvi che per una frazione di secondo era convinto di avercela fatta. Non forza, saggiamente, affidando al senso del posizionamento e alla qualità dei suoi piedi la direzione del traffico, tenendo ritmi che a volte impazziscono per 'colpa' dei suoi compagni. Molto bene in fase di interdizione. DAL 61' STANKOVIC 6 - Finalmente la tanto attesa occasione, oltre mezz'ora a guidare il centrocampo nerazzurro. Prova subito una conclusione dalla distanza, dimostrando che la timidezza non fa parte del suo bagaglio personale. Poi gioca con serenità e fa le cose semplici, dettaglio importante.

MKHITARYAN 6,5 - Non vuole rubare la scena a nessuno, mai stato tipo. Per questo fa degnamente la propria parte, andando a calpestare le sue zolle di competenza e anche qualcuna altrui senza mai staccare la spina. E siccome anche l'occhio vuole la sua parte e anche Thuram vuole segnare, ecco la palla perfetta sul piede del francese che marca il terzo gol. E lui ne sfiora persino uno in rovesciata... Rimane una preziosa risorsa.

DIMARCO 6,5 - Grazie al ginocchio ballerino si evita lo stress fisico e mentale della Nazionale (che comunque accoglie sempre con gioia) e ricarica le pile ad Appiano Gentile. Non a caso torna in campo atleticamente scoppiettante come una pentola a pressione rimasta qualche minuto di troppo sul fornello. Lo si intuisce dal fatto che non si limita ad arare la sua fascia, ma gira per il campo alla ricerca di fortuna come un rabdomante del gol. Che non trova, ma poco importa. DAL 73' LUIS HENRIQUE 6 - Riproposto a sinistra, si adatta ai ritmi e collabora nella gestione del pallone. Strappa anche applausi.

THURAM 7 - Zidane avrà anche abbondanza davanti, ma lasciare a casa uno così in forma probabilmente non è nellaa top 10 delle sue migliori decisioni. Tikus, che in giro per Milano si spaccia per Rafa Leao, in campo si fa sgamare prendendo a sberle la squadra della città che lo ha visto nascere e crescere, stressando continuamente la linea difensiva con movimenti a uscire ed entrare fino a piazzarla nell'angolino lontano. Chiudendo di fatto il capitolo 'sesta giornata'. DAL 61' BONNY 6 - Forse sperava di giocare dall'inizio, ma il suo approccio è come al solito positivo. Lavora per la squadra e tenta più volte la soluzione personale quando se ne creano i presupposti.

ESPOSITO 6,5 - Chivu vuole cavalcare l'onda azzurra anche in nerazzurro e lo propone titolare un po' a sorpresa. Pio dimostra di non avere certo bisogno di riposo e si mette a disposizione della squadra, guadagnandosi il rigore del 2-0 a agendo da punto di riferimento offensivo, favorendo gli inserimenti dei compagni e flirtando costantemente con Thuram. Che trova il gol grazie alla sponda del collega di reparto per Mkhitaryan. Corvi, stile hockey, gli nega la gioia del timbro personale. DAL 61' LAUTARO 6 - Una mezz'ora per ritrovare il ritmo in maglia nerazzurra e cercare di timbrare il cartellino. Non ci riesce, ma poco importa.

ALL. CHIVU 6,5 - Che dire, probabilmente la sua conferenza del giorno prima ha offerto più spunti di dibattito della sua squadra il giorno dopo, che ha chiuso già nel primo tempo, in appena 31 minuti, la pratica Parma. Gioca al gatto con il topo con i media sull'undici titolare e alla fine chi scende in campo fa abbondantemente  la propria parte. La scelta di proporre Bisseck centrale paga, perché per altri sarebbe stata dura contenere l'esuberanza fisica della punta. Riesce a dare spazio e minuti a molti giocatori ed è un ulteriore plus. Non serve iniziare da 0-2 per vedere una bella Inter.


PARMA: Corvi 5,5, Delprato 6, Diego Carlos 5,5, Troilo 6, Carboni 5,5 (dal 78' Britschgi sv), Keita 5, Sierro 5,5 (dal 62' Bernabé 6), Valeri 5,5, Touré 5,5 (dall'83' Frigan sv), Fabbian 5,5 (dal 62' Lontani 6), Elphege 6 (dal 62' Romero 6). All. Gilardino 5,5


ARBITRO: BONACINA 5,5 - Evidentemente intimorito dalle nuove direttive, nega un rigore solare a Esposito che di norma anche un arbitro voltato di spalle avrebbe assegnato. Per fortuna, finalmente, dal VAR arriva la convocazione per rimediare al chiaro ed evidente errore. Giusto lasciar correre sul contatto tra Pavard ed Elphege. Diouf simula a centrocampo ma lo grazia da un cartellino giallo meritato.
ASSISTENTI: Fontani 6,5 - Barone 6
VAR: Paterna 6,5

Sezione: Pagelle / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 19:53
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.