Che cos'è il Ralphcano? Questa saga si apre dall'arrivo del fondo Oaktree che, sulle ali incantate dell'aquila yankee, approdò all'Inter, ansiosa di emulare le gesta del leggendario RedBird, l'uccello rosso che dominava i cieli della Milano calcistica. Riuscirono i nostri eroi nella celebre impresa? Ad oggi no. Sfortunatamente l'Inter, la loro squadra, si è trovata nella scomoda e malaugurata posizione di vincere più di un trofeo dal loro arrivo. La storia si chiude qui... anzi no... Torniamo seri. Perché nacque questo credo?
Perché il tifo calcistico è afflitto da quello che in psicologia si chiama "sindrome dell'effetto specchio". Semplifico: Una persona ritiene che, siccome il suo nuovo padrone ha molte similarità con quello di suo cugino, automaticamente si ritroverà ad essere come il cugino. Quindi, siccome il cugino ha coniato il nome Furlano, per una spesa di mercato che sembra predefinita a tavolino e ora io mi trovo con un padrone simile al cugino, se lui aveva il Furlano, io ho certamente il Ralphcano.
Non importa che i fatti dimostri tutto il contrario. Del resto Redbird ha una struttura completamente diversa da quella di Oaktree. Redbird è una proprietà totalmente centralizzata, dove tutto passa dalle decisioni di Cardinale, mentre Oaktree è una struttura piramidale. Nello statuto dell'Inter sono specificati una serie di compiti che comportano alle singole figure societarie, mentre in RedBird Gerry Cardinale deve approvare tutto quanto, anche quali posate si mettano a tavola. Dove una persona veda la similarità, francamente mi sfugge.
Tornando però al Ralphcano. Secondo la comune opinione, l'Inter avrebbe un limite di spesa di 25 milioni di euro, 2,5 milioni netti all'anno di ingaggio quando deve operare un nuovo acquisto. E' vero? Naturalmente non lo è. Il Ralphcano è un po' come il Piano Kalergi. Si tratta di una supposizione errata, presa però da un fatto che effettivamente esiste, ma che viene semplicemente letto e interpretato in modo errato. Così come il conte Kalergi è diventato il teorico della sostituzione etnica, pur non avendolo mai detto in alcun maniera. Semplicemente lui sosteneva che la mescolanza razziale sarebbe stato un grande beneficio per l'Europa. Si tratta delle stesse cose che vennero dette decenni dopo dal presidente del Senegal Senghor, ed è una cosa sacrosanta, che però non vuol dire ciò che il complottista intende.
Nel caso del Ralphcano, esiste veramente un limite stabilito. Non è stabilito a voce, ma dal verbale del consiglio di amministrazione del 2024, in cui Marotta è stato nominato presidente del club. Ed è di 20 milioni. Si tratta del limite entro cui Marotta ha il potere di firma singola (tra i 10 e i 20, assieme a Catanese), oltre questo l'atto, per essere valido, necessita della "disgiunta". Questo limite, che, tanto perché si sappia, è il secondo più alto tra tutte le squadre in Italia (Calvelli al Milan ha potere di firma fino a 50 milioni), a dimostrazione del grande rispetto di Oaktree nei confronti di Marotta, nella credenza popolare è diventato un "paletto", ma nella sostanza non è nulla. In qualsiasi azienda esiste.
Il mito che l'Inter non possa spendere oltre 25 milioni è appunto un mito. L'Inter può spendere quello che vuole. L'unica differenza è che, superata la soglia dei 20 milioni, serve sia la firma di Marotta, sia quella di Ralph o di Cano. Nulla che non esista in altre società. Pertanto Marotta, quando vuole scollinare questo ammontare, informa la proprietà di questa intenzione, ne discutono riguardo ai costi/benefici e, se concordano con la spesa, la spesa viene autorizzata. Chi vi narra di trattative bloccate per giorni per mancanza di autorizzazione sta raccontando solo l'ennesimo capitolo della saga fantasy, che si e' costruito in testa per giustificare la propria insoddisfazione. Marotta non autorizza alcuna offerta superiore a 20 milioni se non ha prima discusso con la proprietà. Questa è la dinamica processuale.
Questo non vuol dire che non ci possa volere molto tempo per averla, del resto sono sicuro che molte trattative siano state lunghe per via di un disaccordo tra Marotta e il magic duo newyorkese, ma una volta che si accordano, si procede. Non esistono blocchi nel mezzo. Dal 2024, Marotta ha ottenuto diverse volte l'autorizzazione a sforare il limite. Non sappiamo quante volte lo abbia effettivamente chiesto, ma siamo assolutamente certi che lo abbia ottenuto 4 volte: per Lookman, per Koné, per Akanji e per Palestra.
Una delle fiabe vecchie era che Oaktree volesse solo giovani. Smentita in modo clamoroso dall'arrivo di Akanji e, qualche giorno fa, Provedel. Adesso la nuova fiaba è il Ralphcano. Tutto nasce da una semplice situazione: l'insoddisfazione del tifoso, che vorrebbe spese maggiori. Il tifoso vede altre squadre spendere di più, non capisce granché di contabilità aziendale (non solo lui), fa associazioni errate e viene fuori la fiaba, che si racconta per sentirsi una vittima sportiva di qualcosa che non capisce. Questo nonostante i fatti lo smentiscano.
Adesso vi porto ad una riflessione, che nessuno fa mai, ma che è assolutamente necessaria per capire il modus operandi di Marotta. Se voi vi aspettate un Marotta bloccato da paletti vari, la realtà bussa e vi fa capire che la faccenda sia ben diversa. Il dettaglio che sfugge sempre a tutti è che Marotta nel 2024 sia diventato azionista del club. Oaktree, per fidelizzarlo e tenerlo ancorato al progetto, gli ha dato il 2% delle azioni del club. E, se pensate che sia una cosa marginale, semplicemente la matematica non la capite.
Tanto per capirci, gli azionisti della società sono gli assoluti, unici responsabili delle finanze del club. Se l'Inter va in perdita, chi capitalizza con i propri soldi sono gli azionisti. E se voi siete abituati al presidente padrone, oppure al presidente DS, qui la cosa cambia. Marotta non ha bisogno di alcun paletto e, nei fatti, veramente non ne ha nessuno, al di là di quello che c'è scritto nel libro soci, che conta relativamente. Per due ragioni: 1) Perché, se dovesse discutere con due nulla su mosse di mercato, si sarebbe già dimesso. 2) Perché, qualora l'Inter perda soldi, lui stesso ce li dovrebbe mettere di tasca sua. E se pensate che il 2% sia una cifra simbolica, vi basti pensare che, se l'Inter dovesse ricapitalizzare anche solo 25 milioni di perdita, lui di tasca sua dovrebbe mettere mezzo milione.
La mossa di Oaktree di includerlo nel pacchetto azionario gli ha garantito a vita un presidente che penserà ai conti come prima unica preoccupazione, perché se dovessero arrivare le perdite, anche lui dovrebbe contribuire a esse. La cosa vi fa innervosire? Innervositevi pure. L'Inter è una società che ancora oggi ha un monte debitorio che è oltre il 120% del suo fatturato annuale. In queste condizioni la stabilità economica è la prima, la più importante e l'unica strada da percorrere per tornare sani. Vincere in questo contesto è una manna. Di fronte a numeri di questo tipo, che stanno velocemente migliorando grazie alle azioni proprio di Marotta e di Ausilio, onestamente a me di 20, 25 o 30 milioni frega assolutamente nulla. Esigo che lo squad cost venga usato tutto, ma non frigno se questo vuol dire essere prudenti.
Enea Trapani
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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