Un occhio quotidiano al capezzale dei vicini non costa certo fatica, dunque non può mancare. Specie alla luce (si fa per dire!) di questa (loro) congiuntura e sulla scorta dell'assenza di particolari effetti collaterali: tipo lo strabismo... Che poi uno scrupolo di coscienza nerazzurro possa pure essere scambiato per uno spudorato esercizio di falsa solidarietà, altro non farebbe che conferirgli ulteriore titolo per ascriverlo alla voce '(sadici) rituali tifosi'. Della serie: oggi tocca a te, domani, forse... pure!

Ma a prescindere dai moti più o meno spontanei dell'anima verso le rogne altrui, ieri mattina (venerdì) aveva fatto davvero scalpore la lettura dell'editoriale di Luca Serafini su Milan News. Giusto per via della inimmaginabile 'appendice esortativa' del titolo in cui la realtà ("Date le chiavi ad un generale") parrebbe proprio andare ben oltre una certa finzione cinematografica: tipo quella evocata in "Vogliamo i colonnelli". Quest'ultima pellicola - citando fedelmente Wikipedia - "(...) è una commedia satirica del 1973 diretta da Mario Monicelli, con protagonista Ugo Tognazzi (di notoria fede rossonera, nda). Il film prende di mira i tentativi di colpo di stato di destra in Italia - in particolare il 'Golpe Borghese' del 1970 - attraverso una parodia del 'regime dei colonnelli' greci".

A dirla tutta, nella chiosa del suo corsivo, Serafini auspicava proprio l'interazione a Milanello tra un generale ed un sottoposto colonnello. Come a dire che nessuna stelletta sarà lasciata indietro. O forse, più onestamente, solo per sottolineare come sarebbero quelle le loro uniche 'stelle' al momento esibibili... Fatto sta che - per (tentare di) rimediare al fosco status quo rossonero così ben riassunto dall'editorialista non sussisterebbero, però, le condizioni minime. Nemmeno quelle per l'eventuale attuazione di un golpe bianco 'alternativo'. Non foss'altro che per la totale assenza - dopo "l'epurazione che ha fatto tabula rasa della dirigenza" (cit.) - degli attori protagonisti di un 'colpo di stato' non cruento. Ossia una entità credibile di governance interna - rimasta operativa - che, però, nè Cardinale nè tanto meno Ibra configurerebbero.

Eppure, nonostante la suddetta evidenza, nella chiosa del suo editoriale Serafini era riuscito comunque a produrre una sorta di ultimo appello - per quanto disperato e da indirizzare all'altrettanto sfiduciata utenza rossonera - che vale senz'altro la pena qui riportare: "Serve dare le chiavi di Milanello a un generale che porti con sé un colonnello ed entrambi, insieme, tengano fuori tutti quelli che non hanno competenza né qualifica. Sa un po' di nefaste epoche militari". Dunque l'auspicio di un'opzione di tal fatta come exit strategy dalla crisi societaria rossonera sarebbe tutt'altro che ostracizzato. Una considerazione evocativa - quella su certe epoche precedenti - che darebbe solo l'esatta contezza di come, al Milan, più DE(re)LITTI di così non potrebbero essere. E non ci sarebbe per loro PENA peggiore dell'ulteriore scoperta di non avere nemmeno più gli occhi per piangere!

Una 'ricaduta sociologica' che - avendo giocato un po' di enigmistica sul titolo di un suo famoso saggio ("Dei delitti e delle pene", 1764) - neppure l'illuminista milanese Cesare Beccaria avrebbe saputo concepire. E non solo perché quella disciplina scientifica sarebbe nata quasi 80 anni dopo come risposta alle incombenti rivoluzioni moderne.

Orlando Pan

Sezione: Calci & Parole / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 21:50
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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