Il mancato trasferimento di Anan Khalaili all'Inter continua a far discutere anche in Israele. A intervenire è stato il professor Yehuda Adler, cardiologo, che ai microfoni di 103FM ha commentato la decisione del Comitato Olimpico Italiano di non concedere l'idoneità sportiva al giocatore. Secondo Adler, l'Inter non avrebbe avuto alcun margine di intervento nella vicenda.

"Il Comitato Olimpico Italiano è molto più severo rispetto ad altri Paesi. L'Inter non aveva alcuna possibilità di decidere: il giocatore ha svolto gli esami previsti e sono stati i medici incaricati a stabilire che non potesse ottenere l'idoneità".

"Se fosse venuto da me lo avrei autorizzato"

Il cardiologo ha spiegato che, sulla base della propria esperienza, avrebbe espresso un giudizio diverso. "Se Khalaili fosse venuto da me, probabilmente gli avrei dato l'idoneità. Naturalmente dopo ulteriori controlli, come un Holter cardiaco e altri esami specifici. Se tutto fosse risultato nella norma, lo avrei autorizzato a giocare. Ritengo che sia tutto regolare". Adler ha inoltre ricordato come il giocatore abbia disputato regolarmente le ultime stagioni senza particolari problemi. "Ha giocato in Israele, in Belgio e con la Nazionale senza che nessuno gli abbia mai impedito di scendere in campo".

"In Italia i protocolli sono più rigidi"

Il professore ha infine sottolineato le differenze tra il sistema italiano e quello adottato nel resto d'Europa. "Le visite sono sostanzialmente le stesse, ma in Italia vengono applicati criteri molto più severi rispetto agli altri Paesi europei".

Sezione: News / Data: Mar 14 luglio 2026 alle 12:20
Autore: Ludovica Ferrante
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