''Noi continueremo a sognare. E spero che le avversarie della Juventus mandino in campo i migliori a disposizione, perché a volte non è accaduto''. Questo l'affondo di Rudi Garcia alla vigilia del match dei suoi contro il Milan. La risposta di Antonio Conte non si è fatta attendere: ''Garcia parla da provinciale e alimenta la cultura del sospetto. Tutti, contro la Juve, giocano la partita della vita''. 1-1 e palla al centro. Chi continua a perdere, invece, è ancora il calcio italiano, triste scenario di code di stagione troppo spesso insulse.
Perché se Conte fa il suo difendendo il club bianconero, Garcia scoperchia una pendola di nefandezze ribollente da troppi anni. Altro che cultura del sospetto: sono fatti quelli che spiega l'allenatore francese. Fatti che ci riconducono ad anni bui, tra scommesse e Calciopoli, e ad annotazioni recenti, come le dichiarazioni di Spinelli pre-Juventus Stadium (''La gara importante è quella di domenica, Di Carlo lascerà fuori giocatori importanti perché diffidati, il nostro campionato ce lo giochiamo domenica col Chievo'') o quelle di Pozzo post-Friuli (''Non mi sono divertito, sembrava un'amichevole'').
Insomma, non pare proprio che l'ex allenatore del Lille abbia inventato qualcosa di sana pianta, anzi. L'obiettivo, però, non era la Juventus, bensì le avversarie che, in qualche modo, hanno affrontato i bianconeri quasi battuti in partenza. Una pessima abitudine che fa il paio con sfide pressoché regalate quando si arriva a fine stagione senza obiettivi. Si può comprendere un certo turnover in squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato e la rilassatezza la fa da padrone. Però sarebbe quantomeno auspicabile vedere partite all'altezza di un torneo importante come quello italiano, che è un po' quello che – in maniera ovviamente forzata – intendeva spiegare Garcia.
Per cui, al di là del caso di specie, sarà bene che chi s'è sentito offeso dalle frasi dell'allenatore della Roma – non parliamo ovviamente di Conte – ripensi alle tante sfide imbarazzanti che ci ha regalato in questi anni il nostro campionato. E ci si chieda se sia davvero così ''normale'' lasciare in panchina i migliori e regalare punti senza quasi scendere in campo.
A Garcia, infine, consigliamo di farsi spiegare come funziona da queste parti da Morgan De Sanctis. Il portiere era in campo in Udinese-Juventus di quel famoso 5 maggio 2002, match che era sullo 0-2 già all'11' del primo tempo. Magari, il buon Rudi troverà le risposte che cerca.
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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