Nel suo editoriale sul Corriere della Sera, Paolo Condò richiama l'attenzione su un dato che potrebbe pesare nell'ottavo di finale tra Inghilterra e Messico.

"C'è una statistica che non lascia dormire agli inglesi sonni tranquilli in vista dell'ottavo di finale contro il Messico. La nazionale di casa ha giocato in totale dieci partite al Mondiale all'Azteca e ne ha vinte otto, pareggiando le altre due", osserva il giornalista, sottolineando il rendimento praticamente perfetto dei messicani nello storico impianto.

Promossi Canada e Stati Uniti

Condò si sofferma anche sul cammino delle altre due nazionali organizzatrici, Canada e Stati Uniti, entrambe approdate agli ottavi di finale. "I canadesi non hanno sfruttato il privilegio di giocare in casa perché la condizione era quella di vincere il proprio girone, e loro sono arrivati secondi. Gli Stati Uniti hanno passato il primo setaccio a San Francisco e aspettano il Belgio a Seattle. Il passaggio in blocco agli ottavi dei tre Paesi organizzatori è un risultato che avvalora tecnicamente la scelta di Infantino di riportare il Mondiale in Nord America", scrive.

Dubbi sul futuro del Mondiale

L'editoriale si conclude con una riflessione sulle prossime edizioni della Coppa del Mondo e sulla crescente espansione del torneo. "Nel 2030 l'organizzazione riguarderà soprattutto Spagna e Portogallo, con l'aggiunta del Marocco e alcune partite in Uruguay, Argentina e Paraguay per celebrare il centenario del torneo. A quel punto potrebbero esserci sei nazionali qualificate di diritto, scenario che farebbe immaginare un ulteriore allargamento a 64 squadre", evidenzia Condò.

Il giornalista chiude con una critica alla scelta di assegnare il Mondiale 2034 all'Arabia Saudita: "Nel giro di dodici anni il Mondiale sarà stato ospitato due volte nel Golfo, prima in Qatar e poi in Arabia Saudita, dove il calcio, lo dicono i risultati, non esiste".

Sezione: News / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 12:59
Autore: Ludovica Ferrante
vedi letture