L'organizzazione di Euro 2032 entra in una fase decisiva. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, negli uffici del ministro per lo Sport Andrea Abodi si è svolto un nuovo incontro dedicato al dossier stadi, al quale hanno preso parte anche il presidente della FIGC Giovanni Malagò, il commissario straordinario per gli stadi Massimo Sessa e l'Executive Director di Euro 2032 Italia Michele Uva.

Al termine del confronto, Malagò ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto: "Sono pienamente soddisfatto, il clima è eccellente. Entro il 31 luglio ci aspettiamo risposte certificate sugli stadi, l'UEFA ha questa scadenza obbligata. Ci potranno essere, anzi ci saranno, altri impianti a supportare i cinque inizialmente scelti, nel caso in cui in futuro dovesse sorgere qualche problema. È una grande opportunità per il Paese".

La road map verso la scelta definitiva

Entro la fine di luglio i club e le amministrazioni coinvolte dovranno presentare i dossier completi di contratti, progetti e garanzie, con la possibilità di integrare parte della documentazione fino a metà settembre.

A inizio ottobre sarà la FIGC a individuare i cinque impianti principali destinati a ospitare la competizione, affiancandoli da alcuni stadi di riserva pronti a subentrare in caso di necessità. Successivamente toccherà alla UEFA esaminare tutti i fascicoli e certificare quali strutture rispettano integralmente i requisiti richiesti.

Secondo le stime illustrate durante il vertice, ogni città ospitante potrebbe generare un indotto economico compreso tra 800 milioni e un miliardo di euro, motivo per cui la corsa a ospitare il torneo è considerata strategica.

Nove o dieci stadi in corsa

Ad oggi sono diversi gli impianti candidati. In lizza ci sono l'Allianz Stadium di Torino, il nuovo San Siro di Milano, lo Stadio Artemio Franchi di Firenze, l'Olimpico e il futuro nuovo stadio di Roma, oltre agli impianti di Palermo, Cagliari, Napoli e Salerno.

A questo gruppo potrebbe aggiungersi anche Genova, che sta completando il proprio iter di candidatura. L'obiettivo è arrivare a presentare nove o dieci dossier entro il 31 luglio, così da offrire alla UEFA un ventaglio più ampio di soluzioni e garantire eventuali alternative qualora uno degli impianti inizialmente selezionati non fosse pronto nei tempi previsti.

Sezione: Rassegna / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 09:45
Autore: Ludovica Ferrante
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