Non solo l'aspetto calcistico: la Gazzetta dello Sport parla di Anan Khalaili dal punto di vista del suo vissuto umano e familiare. Con un ampio riferimento anche alla questione del conflitto israelo-palestinese, lui nato ad Haifa da una famiglia arabo-israeliana a 150 km dalla striscia di Gaza. "Inutile tirarlo per la giacchetta sulle tensioni mediorentiali, ha sempre scelto di parlare soltanto di calcio, evitando qualsiasi esposizione politica o ideologica. Il pallone, del resto, è sempre stato l’ambiente naturale della famiglia", si legge. Suo padre Majdi Khalaili, del resto, è stato portiere professionista e successivamente allenatore, seguendo da vicino la crescita del figlio. Anan è entrato nell’accademia del Maccabi Haifa a 10 anni e ha debuttato tra i pro nel 2023, ma è la stagione 2023-24 ad averlo trasformato in una delle gemme del calcio israeliano, rivelandosi in particolare nel Mondiale Under 20 dove la Nazionale israeliana arrivò al terzo posto e lui mise a segno due reti. 

C'è ancora uno step di miglioramento

Khalalili è giocatore che molto bene può sposarsi col progetto di Cristian Chivu: non gioca solo nel 3-5-2, ma ha anche doti da esterno offensivo che ama partire largo, ricevere nell’uno contro uno e attaccare di colpo. L’accelerazione nei primi metri è la qualità che impressiona di più secondo i report di Appiano, alla quale si aggiunge anche l'ottimo lavoro senza palla, come da tradizione di Denzel Dumfries: Khalaili pressa con intensità e rincorre gli avversari. L'ultimo step da fare è quello di lavorare negli spazi stretti che spesso si presentano davanti a nerazzurri. 

Sezione: Focus / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 13:26
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.