Le proteste dei giocatori di Capo Verde nel finale di Argentina-Capo Verde si sono concentrate su un episodio che ha coinvolto Nicolás Tagliafico e la presunta mancata applicazione del protocollo IFAB. L'azione contestata si è verificata al 115esimo, quando il difensore argentino, rimasto coinvolto in uno scontro aereo durante una mischia nella propria area di rigore, ha riportato una lieve perdita di sangue dal naso.

L'episodio di Tagliafico durante Argentina-Capo Verde

Dopo l'intervento dello staff medico, il direttore di gara Fischer ha invitato Tagliafico a lasciare temporaneamente il terreno di gioco per sostituire la maglia sporca di sangue, come previsto dal regolamento. In quel momento il gioco era già interrotto, con un calcio d'angolo in favore di Capo Verde ancora da battere. Prima di autorizzare la ripresa dell'incontro, l'arbitro ha però consentito al difensore argentino di rientrare immediatamente sul terreno di gioco. Proprio questa gestione dell'episodio ha alimentato le proteste della formazione capoverdiana. Secondo i giocatori africani, infatti, per il giocatore del Lione avrebbe dovuto essere applicata la procedura prevista dal protocollo IFAB, che impone al calciatore assistito di rimanere fuori dal campo per almeno un minuto prima di poter rientrare. Se tale disposizione fosse stata osservata, l'Argentina avrebbe affrontato quei momenti finali dei tempi supplementari in inferiorità numerica. La decisione arbitrale ha quindi acceso il dibattito sul corretto utilizzo del protocollo e sulla gestione di una fase decisiva della partita.

Sezione: World Cup 2026 Diary / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 17:55
Autore: Giammarco Probo
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