Non occorre essere un linguista dell'Accademia della Crusca per condannare l'uso financo disinvolto, dunque oltraggioso, non tanto di un termine come tanti dell'idioma peninsulare - tipo 'spalla', magari coniugato al plurale - quanto piuttosto di certe sue recenti 'degenerazioni' raccolte nell'ambito calcistico.

Il misfatto - madre di varie sue declinazioni non solo ortografiche... - si è consumato domenica scorsa in occasione di Juve-Atalanta durante il minuto di silenzio per commemorare la prematura scomparsa di una leggenda del calcio come Sandro Mazzola. Allorché una parte della curva sud bianconera - definita grottescamente "un numero esiguo in percentuale" dal Giudice Sportivo - ha voltato le 'spalle' (parola matrice...) al campo di gioco per inneggiare invece ai nomi di alcuni illustri defunti bianconeri: uno sprofondo morale ben oltre ogni più becera deriva di antisportività.

Non meno oltraggiose - perché pavide e superficiali - sono poi risuonate a fine partita le parole di Messer Spalletti (prima 'degenerazione', con quel cognome, della suddetta matrice 'spalle'...) che si è speso in una supercazzola degna del Conte Mascetti arrivando ad invocare un assurdo distinguo ("Quello è un discorso per il quale fare attenzione"). E rammaricandosi pure di non conoscere le ragioni (???) di un tale comportamento di certi tifosi. Come se quegli autori depensanti potessero denotare un benché minimo barlume di raziocinio se non di civiltà.

Ma è stata la chiosa delle dichiarazioni rilasciate da Spalletti ('La parte sportiva bisogna averla sempre a cuore") ad aver instillato infine il sospetto - a proposito del muscolo evocato (il cuore) - che un certo bidone dell'immondizia potesse essere stato trapiantato, previo frazionamento chirurgico, dalla cavità toracica dell'arbitro inglese Oliver a quelle dei tifosi precitati. Dovrebbe essere chiaro a tutti - mica solo a Buffon - a quale precedente bianconero si voglia fare allusione...

Ha poi fatto non meno specie il commento di martedì che Luigi Garlando ne ha tratto per la sua rubrica 'La sveglia' sulla Gazzetta. In un discutibile passaggio del suo articolo, l'editorialista è riuscito ad argomentare - rimanendo serio - di "nobile storia della Juve, ben rappresentata da Spalletti (...)". Non ci si può allora non domandare cosa avrebbe ravvisato Garlando, di nobile, in quelle parole di Spalletti, intrise solo di democristiano distacco anziché di partecipata stigmatizzazione dell'ignominioso contegno di quei tifosi.

Da ultimo, si attendeva la pronuncia del Giudice Sportivo in merito al deprecabile episodio rilevato sugli spalti torinesi. Ma chi si attendeva chissà quale pena pecuniaria o DASPO emessi a nastro a carico di certi curvaioli od ancora la chiusura almeno di quel settore della curva bianconera, ha dovuto presto ricredersi. Non foss'altro che alla luce di una sanzione parsa, di fatto, del tutto irrisoria. Ossia poco più di una multina di 10mila € per effetto dello scontificio delle attenuanti come la "tempestiva presa di posizione della società bianconera" e "la dissociazione del resto del pubblico". Un po' come se Gerardo Mastrandrea, il Giudice Sportivo, avesse voluto togliersi in fretta e furia dal gravoso impaccio facendo italianamente 'spallucce' con una sentenza ben al di sotto del minimo sindacale. 'Giusto' per completare in peggio - tra alambicchi e pallottolieri - una vergognosa trilogia.

Orlando Pan

Sezione: Calci & Parole / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 18:10
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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