È Davide Frattesi il protagonista dell'odierna conferenza stampa di Coverciano. Il giocatore passato in estate dall'Inter alla Lazio parla ovviamente di questo passaggio consumatosi nella parte finale del mercato estivo, una benedizione per il ragazzo di Fidene che in biancoceleste è tornato a marciare su ritmi elevatissimi dopo le ultime difficoltà in nerazzurro, partendo dalle basi: "Tutto è partito dallo scorso anno quando non trovavo continuità, anche giustamente perché non stavo bene. Per me è stato un anno difficile, poi quando ti danno fiducia riparti a cannone. Sono felice di essere partito così e di essere arrivato qua così".

Adesso sembra felice come ai tempi di Sassuolo...

"Sono due tipi di felicità diverse. Questi tre anni all'Inter ho vissuto momenti non replicabili a livello di emozioni, ma ci sono stati tanti alti e bassi. Il primo anno è andato tutto liscio, poi alti e bassi, con bassi molto bassi e alti altissimi. Poi in un posto stai benissimo solo se giochi, la verità è questa. Ora sono felicissimo perché sono tornato a divertirmi, cosa che mi era mancata lo scorso anno all'Inter. Sono periodi, ma ora è tornato il divertimento che avevo da bambino".

Come ha ritrovato Gattuso?

"In Nazionale giustamente non giocavo, perché non giocavo all'Inter. Gattuso però mi ha chiamato tantissimo in estate, mi è stato vicino e ci siamo trovati subito. Il gruppo nuovo qua è pieno di ragazzi giovani, si sta creando qualcosa di carino, dobbiamo essere bravi a far integrare i nuovi che potranno darci una grande mano".

Ma quanto è stato importante per il trasferimento?

"Le parole che ci siamo detti in estate non erano proprio così carine, ma tralasciamo, mi spronava a suo modo. Posso pure fare 20 gol, ma la ferita di Zenica sanguina ancora e ci vorrà tempo, infatti non ne parliamo mai di questa cosa. Parliamo solo di Lazio perché è una cosa pesante sia per me che per lui. Sono andato alla Lazio perché volevo tornarci e perché c'era lui, ha giocato un ruolo fondamentale per la scelta".

Secondo lei poteva andare via prima dall'Inter?

"Non penso. Venivo da un anno con Inzaghi, da grandi emozioni e gol pesanti come quello col Barcellona. Poi è arrivato Chivu, abbiamo parlato e ci siamo detti delle cose che mi hanno convinto a non puntare i piedi per andarmene, anche perché ero innamorato di quell'ambiente. Poi col senno di poi è facile parlare, ma non penso di essere andato via in ritardo".

Si aspettava un avvio di campionato così? Come vede la corsa Scudetto?

"Onestamente non me lo aspettavo. Abbiamo iniziato con l'entusiasmo basso dopo Mantova, i presupposti non erano dei migliori. Quello che mi piace è che siè creato un bel gruppo e questo fa la differenza, perché riesci a smaltire bene le delusioni e a ricaricarti. Per lo Scudetto chiedete ai ragazzi dell'Inter e della Roma...".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 13:42 / Fonte: TMW
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.