Presentando ai microfoni di RAI Radio Uno il suo spettacolo 'Aperti al mondo dal 1908', che verrà proposto in anteprima al Teatro Gerolamo di Milano questo fine settimana, Gianfelice Facchetti ha parlato nuovamente della figura di Sandro Mazzola: "Il passaggio dagli anni '50 agli anni '60 lo racconto attraverso il filo che unisce Torino e Inter, le due squadre per le quali si è speso l'aggettivo grande. A Sandro sarà dedicato un momento del racconto, per tutto quello che ha rappresentato".

Da dove nasce l'idea dello spettacolo dedicato all'Inter?

"Nasce tutto qualche mese fa su desiderio dell'Inter di trasmettere la storia del club ai ragazzi del settore giovanile. Col sostegno dei piccoli azionisti abbiamo presentato lo spettacolo a marzo, Beppe Marotta ha preteso che tutti lo vedessero. Ora il club sta pensando a come farlo circolare tra i club di tifosi. Si parte dallo strappo del 1908, quando 44 soci dissidenti del Milan decidono di prendere un'altra strada per permettere agli stranieri di giocare. Non vogliamo essere esaustivi ma vogliamo porre l'obiettivo su ciò che diventa identitario: la fase dell'Ambrosiana perché c'era quella parola che dava fastidio, la chiusura delle frontiere che impedisce di prendere Eusebio, fino al fatto di essere la squadra che ci ha messo meno tempo tra uno Scudetto e l'altro. Cercheremo di attraversare con leggerezza oltre un secolo di storia".

L'Inter ha un che di speciale.

"Sì, è quello che Giorgio Muggiani, il capo dei dissidenti, che realizzò il primo stemma, ha cercato di trasmettere. C'era di mezzo il pallone ma tutti i club di tutti gli sport possono farsi ambasciatori di un valore. A Milano c'è la rivalità con il club dal quale si è staccata, ma nel rispetto delle reciproche differenze e sapendo che tutto si riduce ad un gioco ma con la serietà di farsi ambasciatori di certi valori".

San Siro palcoscenico fondamentale, ciò che accadrà rappresenterà un colpo al cuore. Qual è il tuo punto di vista?

"La strada è presa, chi frequenta San Siro vede che i lavori sono già cominciati. Per me però la ricorrenza dei 100 anni di San Siro va celebrata con la consapevolezza che tutto ciò che abbiamo vissuto lì dentro non andrà mai perduto. Da poco c'è un nuovo museo, quello che è stato ce lo porteremo dietro e non andrà perduto".

Quanto sei dipendente dallo sport?

"Io non posso togliermelo di torno, anche se presto farò uno spettacolo dedicato a Paolo Borsellino. Ma sono felice di muovermi nelle storie di sport, ciò che conta è quello che questi racconti possono portare alla luce sulla nostra umanità, le paure, i pensieri. Che si possa fare con una bicicletta, un pallone o dei guantoni conta poco".

Sezione: News / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 22:49
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
autore
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.