Di ricordi legati a Sandro Mazzola ne conservo molti. Da quelli indiretti di quando ero piccolo, ossia racconti che tramandavano le gesta un fuoriclasse gentiluomo, a incontri e interviste dal vivo, dove dovevo essere bravo a estrapolare io dal Baffo più aneddoti e ricordi possibili. La verità è che Sandro Mazzola non solo è stato un immenso calciatore, campione della Grande Inter e figlio d’arte che grazie solo alle proprie qualità è stato capace di far innamorare il popolo nerazzurro e tutti i grandi sportivi amanti la nazionale, ma soprattutto era una persona per bene. Certo, sarei presuntuoso a definirlo 'amico', ma parliamo di un uomo umile, praticamente sempre sorridente e con la battuta pronta. Mazzola avrebbe potuto vincere il Pallone d’Oro, la rivalità con Rivera ha appassionato le generazioni passate, ma nonostante fosse una leggenda, vi assicuro, si comportava come un signore qualunque, era sempre disponibile, a lui faceva davvero piacere riferire tutto quello che aveva vissuto nella carriera da calciatore. Era coinvolgente, appassionato, tifoso del bel calcio e amante di quello sport che aveva reso celebre il padre prima di lui.

E poi, con una semplicità inaudita, tu rimanevi lì basito, a bocca aperta, ad ascoltare le parole di un fenomeno, che si intrecciavano per forza con la storia dell’Inter e del calcio Mondiale. Oggi i tempi sono sicuramente cambiati, ma molti giocatori attuali, solo perché sanno dare due calci a un pallone, si sentono superiori alle persone comuni. E non è così, i soldi rendono ricchi e gonfiano il portafoglio, un ego smisurato immagino aiuti eccome nella vita di tutti i giorni, ma l’essere è molto diverso dall’apparire. E la carriera sportiva ha per forza un fine. Sto facendo un discorso generale e non ce l’ho con nessuno in particolare, attenzione. Ma Mazzola, che sicuramente qualcosa aveva conquistato come atleta, era sempre squisito. Quindi sarebbe da prendere esempio pure fuori dal campo, nel comportamento, nel modo di atteggiarsi, nell’educazione e così via. Per non parlare dei trofei conquistati sul verde. Lì certo che tutti gli interisti devono provare a emularlo. Non sarà facile, diventare un Mito non è cosa da tutti i giorni. Ma visto che tutti sanno e sapevano quanto Sandro fosse bravo, è stato un piacere provare a descrivervi chi fosse, l’uomo e non solo l’atleta. Per discutere di campionato, Champions League, nazionali e non solo ci sarà tempo.

Per ora solo grazie, Sandro.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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Studio. Ricerca. Passione. Sogni e ricerca della realtà. Se c’è una storia interessante, mi piace ascoltarla e raccontarla. Giornalista professionista. Interviste esclusive, mix zone, match internazionali e appostamenti di mercato sono il mio pane quotidiano.