Conclusa la sua visita a Coverciano da presidente della FIGC, Giovanni Malagò ha parlato a lungo coi cronisti presenti. Partendo da una rettifica: "Vi devo smentire, non è la prima volta qui: ho fatto già un blitz con gli amici dell’Assoallenatori, sono stato un pomeriggio con loro a confrontarci. Nella giornata di oggi ho dedicato due ore per vedere tutta una serie di progetti e investimenti che vorremmo, uso il plurale maiestatis, fare a Coverciano. È tutto bellissimo, ma penso anche che nel tempo ci sia necessità di uniformarsi alle esigenze di quella che vogliamo sia sempre di più un’eccellenza del calcio italiano e che vogliamo lo sia sempre di più nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale. Ho avuto un lunghissimo incontro con lo staff, con chi ci lavora tutto l’anno: penso che a breve faremo una riunione specifica”.

Che messaggio ha mandato agli Azzurri?

“Sono discorsi che ho fatto tante volte nella mia vita, non sempre gli stessi a seconda del contesto, dello sport, della squadra. Una cosa è interloquire con uno sport individuale e una cosa con uno sport di squadra. Dipende se sei a ridosso di una gara secca a eliminazione diretta o in un grande torneo. Dipende da tanti fattori. Però, se c’è qualcosa che penso mi venga riconosciuta, è saper parlare alla pancia e al cuore degli atleti. Il presidente Gabriele Gravina mi fece un grande onore e magari qualche scaramantico non la direbbe questa cosa: mi invitò all’Acqua Acetosa, l’Italia si stava preparando agli Europei. Io ero presidente del CONI, mi disse di parlare io e mi sorprese, gliene fui grato: dissi parole che magari hanno anche aiutato, un po’ diverse da quelle dette oggi. Ho detto che siamo sulla stessa barca, non su imbarcazioni diverse… Ho parlato di fiducia, di ottimismo, di consapevolezza: non sempre nello sport si raggiungono i risultati che si vogliono, ma è importante essere allegri e spensierati. L’Italia ci guarda, più che mai. Non dobbiamo dimostrare solo una certa fiducia, ma che loro sono al centro di questo discorso”.

Le piace questa Italia di esperti e giovani?

“Sarei un pazzo se dicessi di no. Ognuno ha le sue opinioni: più o meno sono le persone che potevo immaginare, sapendo come ragiona il CT. Qualcosa di consolidato e qualcosa di prospettiva… Tra due anni giochiamo un Europeo, tra quattro anni un Mondiale, risultati permettendo, e tra sei anni un Europeo in casa, almeno siamo qualificati di diritto: battute a parte, devi guardare con prospettiva a questi sei anni, altrimenti saresti un irresponsabile, ma anche all’oggi e forse anche a ieri sera”.

Il 1° ottobre deadline per gli stadi di Euro 2032. Ci sono novità?

“La UEFA ha mandato una missiva alle amministrazioni comunali titolari degli impianti, mentre in qualche città come Torino o Milano ci sono proprietà private. La richiesta era di sapere se ci fosse qualche integrazione rispetto alla documentazione presentata a fine luglio: non svelo nulla, ma ci sono state almeno un paio di novità positive. Qualcuno ha promesso che da qui a fine settembre ci saranno delle integrazioni”.

Sezione: News / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 18:53 / Fonte: TMW
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.