Pensieri sparsi in una fase di apparente immobilismo sul mercato. Apparente, perché in realtà solo perché gli esperti o i presunti tali non hanno notizie non significa che chi di dovere non stia operando in assoluto silenzio e a fari spenti. E forse visti i più recenti precedenti è meglio così. Ma andiamo con le riflessioni aggiornate a questa seconda metà di luglio.

Il mercato dura fino a inizio settembre e c'è tempo, le migliori occasioni arrivano spesso alla fine e una dirigenza saggia sa aspettare. Quindi keep calm.
Vero che la squadra oggi è incompleta, e da tempo di conoscono i ruoli mancanti, ma se tutto fosse andato come da programma oggi Marco Palestra sarebbe nerazzurro e dal suo arrivo, a cascata, sarebbero arrivati altri giocatori. L'esterno ex Atalanta era infatti l'investimento con la 'i' maiuscola preventivato, il resto sarebbe stato naturale conseguenza. Il suo dietrofront, unito alla decisione di Stefan de Vrij, hanno rimesso tutta la strategia in discussione.

I soldi ci sono, checché se ne dica. I 50 milioni per Palestra erano sul tavolo. Saltato lui e successivamente Anan Khalaili per ben altri motivi (sarebbe stato l'alternativa perfetta a metà prezzo), ora la dirigenza è in fase di riflessione: su quale profilo allocare il grosso di quello che per comodità chiameremo budget (esistono diverse variabili più specifiche da considerare)? Difensore? Esterno? Centrocampista? Spendere di pancia sarebbe un errore madornale, a costo di prendersi del tempo extra.

Capitolo esterno: persi i piani A e B, se Djed Spence è il piano C sarebbe folle spendere i 40 milioni ipotizzati. Ma anche andare oltre i 25 non sarebbe una gran mossa. Occhio all'allucinazione da Mondiale: prima di giocare con la Nazionale inglese negli USA era la riserva di una squadra che ha rischiato la retrocessione: non un fenomeno, per usare un eufemismo. Se in Premier League ipervalutano i loro esuberi, vanno lasciati lì. Stesso discorso per il centrale, nello specifico Cristian Romero: ottimo difensore, ma considerando età, stipendio e richiesta per il cartellino sarebbe un bagno di sangue finanziario per un altro giocatore in uscita dal Tottenham. E oggi la difesa titolare l'Inter ce l'ha già. Non scherziamo.

Vero è che la dirigenza ha visto saltare la propria strategia per il tradimento di Palestra, perché si è fidata troppo di chi ha preferito un guadagno extra rispetto a mantenere la sua parola. E Beppe Marotta è stato chiaro in tal senso (aggiorniamo la black list). Però un appunto è inevitabile sull'atavica difficoltà a cedere giocatori anche importanti. Il fatto che Benjamin Pavard, Davide Frattesi e Kristjan Asllani siano ancora in rosa è una colpa che blocca ogni volo pindarico sul mercato. E considerare il francese un figliuol prodigo pronto a rimettersi a disposizione del gruppo è altrettanto illogico. Innanzitutto, non serve un altro braccetto che rallenti la crescita di Yann Bisseck. In secondo luogo, sarebbe una riserva da 14 milioni a bilancio. Per non affrontare il tema dello spogliatoio: nascondere la polvere sotto il tappeto non la fa sparire. Cedere, please.

Esterno, centrocampista e difensore (due, il secondo con calma). Le priorità sono evidenti. Bisogna decidere su chi gettare sul tavolo l'asso di briscola, e lo si farà con il benestare di Cristian Chivu, dettaglio fondamentale. Se a destra si troverà un elemento in grado di fare la differenza, avanti tutta. Altrimenti prendere tanto per non avrebbe un senso logico. Meglio dare fiducia a Luis Henrique che al secondo anno potrebbe essere pronto per l'upgrade e ad Andy Diouf che sembra disposto ad assecondare il pensiero folle del suo allenatore. E se necessario aggiungere Ivan Perisic, perché porti esperienza e mentalità vincente senza pretese di minutaggio. Nel frattempo magari emergerà un altro Palestra sul quale fiondarsi con maggiore decisione. Per il difensore, come detto, la linea titolare c'è già. Vanno sostituiti due backup ultra trentenni che la scorsa stagione hanno raccolto poche briciole di campo. Non serve necessariamente il top player, se possibile meglio investire su un profilo futuribile che raccolga le prossime eredità, anche mettendo qualche euro in più. Quello che andava fatto su Giovanni Leoni, per esempio. E allora, in assenza di profili apprezzati e raggiungibili in altri ruoli, sarebbe cosa buona e giusta andare dal Liverpool con un'offerta vicina ai 40 milioni per Curtis Jones, uno che davvero cambia il volto della squadra nell'immediato. Vero è che andrà in scadenza tra un anno e in un mondo ideale sarebbe il perfetto parametro zero, ma nel frattempo potrebbe accadere di tutto, da un trasferimento altrove a un rinnovo e l'opportunità andrebbe in fumo. È saggio rischiare di perdere un ottimo innesto a un prezzo accessibile solo per questioni di principio?
 

Sezione: Calci & Parole / Data: Mer 22 luglio 2026 alle 15:25
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
vedi letture
Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.