J. MARTINEZ 5,5 - Sul colpo di testa con il mirino di Abankwah può onestamente limitarsi a osservare la traiettoria beffarda. Poi però riesce a commettere un errore peggiore rispetto a quello di Madrid: il modo goffo in cui interviene sulla puntata di Ekkelenkamp è uno svarione tecnico, non concettuale. Per fortuna la squadra reagisce e la rimette in piedi, ma lo spagnolo chiude subendo il terzo gol da Gueye. Non una serata indimenticabile.

AKANJI 6 - La catena di montaggio destra è la più fragile, perché Diouf non riesce a scalare con i tempi giusti e lo svizzero si ritrova spesso in situazioni d'emergenza, senza trovare la giusta soluzione all'enigma. Viene preso in mezzo sul colpo di testa di Abankwah e non palesa una grande sicurezza e nel posizionamento e nelle chiusure. Ci prova nell'area avversaria ma trova Okoye al posto giusto, poi si fa applaudire per un bel recupero su Davis prima di tornare in mezzo.

STONES 5,5 - Si fa scavalcare dal cross di Gomez che trova la testa del liberissimo Abankwah. Gli tocca affrontare spesso in uno contro uno il robusto Davis, che ha anche un altro passo rispetto a lui ed è un compito complesso anche per cotanta esperienza. A questo aggiunge imprecisioni tecniche che non gli appartengono e un problema muscolare che purtroppo, storicamente, gli appartiene. L'esordio dall'inizio forse se l'aspettava più morbido. DAL 62' PAVARD 6 - Entra sul 3-2 e fa esattamente tutto ciò che ci si aspetta da lui, anche se sul gol di Gueye non pare molto reattivo.

BASTONI 6,5 - Gamba e carattere. Nonostante l'Inter sia in balia delle onde friulane, è tra quelli che non perdono mai la lucidità e che sfoderano la garra necessaria per ritrovare la strada maestra. Apprende il metro arbitrale e lo applica con decisione, usando anche le braccia per sbilanciare gli avversari. Spinge palla al piede alimentato dal pubblico che si sintonizza sul suo atteggiamento. DAL 70' DIMARCO 6 - Intanto la buona notizia è che il ginocchio non lo frena più. Mantiene alto il livello di pericolosità della corsia mancina..

DIOUF 6 - I tanti riflettori puntati su di lui hanno convinto Runjaic a provare a limitarlo quando è in possesso di palla e con raddoppi costanti e la verve di Kamara l'obiettivo viene raggiunto senza neanche troppi sbattimenti. Il resto lo mette il francese che sbaglia tanto tecnicamente, compreso il retropassaggio corto che avvia il raddoppio friulano. Poco dopo rischia la 'doppietta' ma Carlos Augusto sbroglia. In difesa non è per nulla a proprio agio, poi Barella lo manda in profondità e colleziona l'ennesimo assist.

BARELLA 7,5 - Gigioneggia per larghi tratti del primo tempo, alzando la testa per cercare le imbucate di Thuram. Non riesce a emergere come vorrebbe, poi proprio il lavoro del francese gli permette di scaraventare una folgore nell'angolino e portare il risultato su un più coerente pareggio. Poco dopo ci riprova, il piede è caldo ma anche i guantoni di Okoye lo sono. Il lancio per Diouf che conduce al 3-2 è poesia. A volte sembra che in campo ce ne siano tre.

ZIELINSKI 6,5 - Tiene molto il pallone tra i piedi anche per non forzare certe giocate, però quando si trova di fronte la linea maginot friulana è costretto a liberarsene in orizzontale per non doverla portare a casa. Non molto attento quando lascia llibero Ekkelenkamp a un centimetro da Martinez, anche se quella era una situazione difficile da leggere per chi non lo ha nel sangue. Sale di tono nella ripresa, quando l'Udinese si abbassa e il polacco può muoversi più liberamente. Servendo un cioccolatino a Pio. DALL'82' STANKOVIC SV.

MKHITARYAN 6 - A sorpresa nell'undici titolare, a tratti sembra non sappia dove posizionarsi ed è quasi scioccante per uno ordinato come lui. Alza il pressing quando avverte imbarazzo nel possesso friulano e verticalizza appena vede uno degli attaccanti in posizione comoda per ricevere. Non si tira indietro quando c'è da mettere la faccia e sfiora persino la rete del 3-2 con un destro su cui Okoye spicca il volo. DAL 62' JONES 6 - Toglie punti di riferimento muovendosi in continuazione e chiama il pressing, ha tanta energia e deve riversarla in campo in qualche modo. Il pubblico apprezza il suo spirito.

CARLOS AUGUSTO 7 - Se la corsia mancina dell'Inter è quella più elettrica è anche merito del brasiliano, che ringallunzito dalla rete al Bernabeu non si fa pregare e scatena la rimonta nerazzurra con una fiondata mancina diretta nell'angolino. Un toccasana in un momento a dir poco delicato. Fisicamente in palla, si fa apprezzare anche per una chiusura determinante su Gomez e per il costante saliscendi sulla fascia. Chiude da braccetto, evviva la versatilità.

THURAM 7 - Nel primo quarto di gara sono i suoi movimenti in profondità a creare il maggior numero di grattacapi alla linea bianconera, Okoye deve anche superarsi per negargli la gioia del gol con un doppio intervento. Per una sera fa l'Esposito, nel senso che sgomita e si strattone anche oltre il limite del lecito con Kabasele o Ebosse e accetta senza tirarsi indietro il confronto. Stuzzicato, si inferocisce e raccoglie quanto ha seminato. DAL 70' BONNY 6,5 - Un altro ingresso a gara in corso più che propositivo, si vede che l'atteggiamento in questa stagione è cambiato. E il franco-ivoriano passa alla cassa peer intascare il premio.

ESPOSITO 6,5 - Storia già vista: il metro arbitrale non è proprio cucito su sua misura e i difensori ne approfittano biecamente, negandogli facili ricezioni e impedendogli di girarsi salvo rarissime circostanze. Così la sua partita di calcio diventa rapidamente una lotta per la sopravvivenza, in cui farsi rispettare è una questione d'onore e il suo lo preserva scartando il cioccolatino che Zielinski teneva in tasca.

ALL. CHIVU 7 - Scherzandoci su, la sua Inter è talmente forte da dover dare un paio di gol di vantaggio agli avversari per rendere più interessanti le partite. Senza ironia, c'è da dire che i primi 15 minuti andrebbero salvati sulla chiavetta e mostrati prima di ogni allenamento per ricordare quello che non va fatto. Un po' è lui a forzare la situazione con un undici a dir poco insolito, ma alla fine è lo stesso che, incassata la seconda sberla, riesce a chiudere il primo tempo in parità e a distruggere l'Udinese nella ripresa. Positivo anche stavolta l'effetto dei cambi, ma è ritrovando la propria identità che l'Inter porta a casa anche questa partita ad handicap.


UDINESE: Okoye 5,5, Abankwah 6,5, Kabasele 5,5, Ebosse 5,5, Vojvoda 5,5, Miller 6, Karlstrom 6, Kamara 6, Ekkelenkamp 6,5 (dall'80' Lovric sv), Gomez 6 (dal 61' Gueye 6), Davis 6 (dall'80' Bayo sv). All. Runajic 5,5


ARBITRO: PAIRETTO 5 - Non è tanto la scelta, condivisa ormai in maniera fattuale dai colleghi, di lasciar correre il gioco anche sulle trattenute e sui contrasti duri. Piuttosto è l'atteggiamento che indispone, perché non agevola la serenità in campo tra i giocatori e porta a eccessi di nervosismo, come quello che lo spinge a espellere Kolarov. Risparmia qualche altro cartellino e ammonisce Mkhitaryan dopo averlo fatto infuriare. Mkhitaryan, il Dalai Lama del pallone.
ASSISTENTI: Moro 6 - Yoshikawa 6
VAR: Marini 6

Sezione: Pagelle / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 22:41
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.