Senza i due dieci in campo - Lautaro Martinez in panchina e Nicolò Zaniolo infortunato - la scena prima di Inter-Udinese se la prende Lothar Matthaus, un'apparizione che è un amarcord per alcuni dei presenti più attempati che non hanno mancato neanche di lunedì l'appuntamento con la loro squadra del cuore. San Siro non ha il vestito delle grandi occasioni, ma la quarta giornata di campionato è importante per rispondere alla Roma e rendere lo scontro diretto dell'Olimpico una sfida ad alta quota. Nei 22 titolari non si vede neanche il doppio dieci, Hakan Calhanoglu, fermato da un'infortunio dell'ultima ora: affaticamento muscolare agli adduttori da valutare nei prossimi giorni, proprio per capire se ci sarà sabato prossimo.

Di questi piani di classifica non ne vogliono sapere i friulani che, al 9', dopo aver costretto i campioni d'Italia a difendersi insolitamente bassi, passano in vantaggio con la capocciata di James Abankwa, abile a saltare in area, in mezzo alle statuine di John Stones e Manuel Akanji, prima di infilare il pallone sul secondo palo. La risposta dei padroni di casa non si fa attendere: al minuto 14', Nicolò Barella inventa per Marcus Thuram, che sbatte due volte contro Maduka Okoye, bravo ad allungarsi fino al palo e poi a fare volume per respingere il tap-in. Passato lo spavento, gli ospiti trovano il 2-0 senza faticare più di tanto, gentile omaggio di Josep Martinez che praticamente si butta il pallone in porta su un tiro-cross senza pretese di Jurgen Ekkelenkamp. Ma l'azione è la fotografia del momento di bambola della squadra, impotente in fase difensiva: Andy Diouf lascia lì un pallone in area che Keinan Davis è bravo a riciclare. Il resto è storia di un raddoppio inaspettato ma che, a guardare, le ultime tre uscite, è ormai uno schema ricorrente. I nerazzurri si ritrovano a inseguire due caselle dietro l'avversario come già accaduto con Napoli e Real Madrid. E il nervosismo è palpabile anche in panchina, dove Aleksandar Kolarov dà in escandescenze facendosi buttare fuori da Luca Pairetto. Forse è la scintilla che fa scoppiare la miccia o, più semplicemente, l'Inter pesca dal cilindro il coniglio con Carlos Augusto: in versione Federico Dimarco, il brasiliano spacca la porta con un tiro mancino dalla distanza e fa 2-1. Al 32', Piotr Zielinski prova ad imitare il compagno, ma con un esito decisamente diverso: tiro direttamente sui tabelloni pubblicitari. Il pareggio è nell'aria e arriva dopo un'azione confusa tra Marcus Thuram e Nicolò Barella, che recupera la coordinazione in area e fulmina con un diagonale Okoye, non proprio irreprensibile nella circostanza. E' successo di tutto per non fare cambiare niente, ma ci siamo divertiti. Si riparte da situazione di parità con dieci minuti da giocare nel primo tempo. Al 40', Barella cerca il bis che Okoye gli nega con una parata non bella esteticamente ma efficace. Efficace come il muro che i difensori bianconeri erigono prima della linea sui due assalti di Henrikh Mkhitaryan. Ci prova anche Akanji, rimasto in proiezione offensiva dopo un'azione prolungata: colpo di testa tra i guantoni del portiere. 2-2, tutti negli spogliatoi. 

SECONDO TEMPO - 

La ripresa è divertente sin da subito, con l'Inter a scrivere le prime battute del copione: nei primi minuti dopo la pausa, Okoye deve uscire due volte e allungarsi sul tiro diretto in porta di Mkhitaryan. Che, a dirla tutta, poteva fare di più calciando meglio il rigore in movimento offertogli da Diouf. L'armeno non fa meglio al 56', anzi: la sua conclusione, con tanto spazio a disposizione, è peggiore della precedente. Poco male perché l'Inter trova il modo di sfondare per via laterali: lancio illuminante di Barella che fa correre sulla fascia Diouf che, guadagnata la linea di fondo, offre a Thuram per un tocco facile facile che vale il sorpasso. Attorno al 60' arriva il momento dei cambi: gli ospiti mandano in campo Gueye per Unai Gomez, mentre Chivu è costretto a richiamare in panchina Stones, per un problema fisico, scegliendo Benjamin Pavard al suo posto. Contemporaneamente fa il suo ingresso in campo anche Curtis Jones per Mkhitaryan. Tra le new entry è l'ex Liverpool a incidere con una giocata di suola e di esterno che apre la traccia per Zielinski, poi accurato nel servire Pio Esposito per la rete del poker. Al 70' altri cambi: Federico Dimarco e Ange-Yoan Bonny per Bastoni e Thuram. E, proprio come prima, è ancora un nuovo entrato a finire in copertina: Bonny firma il pokerissimo, in due tempi, al culmine di un'azione ben orchestrata da quattro compagni, com menzione speciale per la sventagliata di Barella e il controllo di Dimarco. Sul 5-2 passerella per Ale Stankovic e coro dedicato per Chivu che si innalza dal Secondo Anello Verde. C'è tempo anche per un altro gol dell'Udinese nel recupero: Gueye. La conclusione di una serata partita con premesse preoccupanti e finita con messaggi incoraggianti. La sintesi dovrà farla l'allenatore che fino ad ora ha deciso di non fare deroghe rispetto alla sua filosofia: la miglior difesa è l'attacco. Pagherà alla lunga?

Sezione: Focus / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 22:38 / Fonte: dall'inviato a San Siro
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.