Domenica insolita ad Appiano Gentile, dove Cristian Chivu veste i panni del padrone di casa mettendosi a disposizione dei giornalisti per la conferenza stampa pre-partita. Domani sera l'Inter ospiterà al Meazza l'Udinese, nel posticipo serale della quarta giornata di Serie A: questo e altri temi legati al mondo nerazzurro nel menu di giornata. Di seguito le risposte dell'allenatore nerazzurro.
Udinese squadra fisica e ostica, come si prepara ua partita così?
"Si prepara nella stessa maniera consapevoli del fatto che è un avversario fisico e con qualità, allenato bene, con un tecnico che ha fatto un gran lavoro nonostante le cessioni e ha sempre dimostrato di saperci fare. L'Udinese crea tanti problemi, ma noi come sempre faremo del nostro meglio".
Cosa vi siete portati via da Madrid a livello di consapevolezza?
"Noi vogliamo sempre crescere, migliorare, aggiungere sempre qualcosa. Presto per i giudizi, è inizio stagione, però vedo delle belle cose. Giudicando i risultati qualche critica ci può stare ma noi badiamo ai principi che vogliamo aggiungere, alle cose che ci fanno crescere. Non possiamo perdere la consapevolezza di ciò che di buono abbiamo fatto contro Real e Napoli, due partite così ravvicinate che le leggo insieme. Mentalmente hai speso tanto col Napoli e meno di 72 ore dopo eri al Bernabeu. Mi è piaciuto il coraggio, la reazione, mi prendo le cose positive perché è questa la strada che vogliamo intraprendere".
La gara di Madrid le ha dato la percezione di essere sulla strada giusta a livello di Champions?
"Noi guardiamo la crescita, l'obiettivo finale, la durata di una stagione ma senza perdere di vista che le ultime gare di Champions non sono andate come volevamo, su 7 ne abbiamo vinta una e perse 6. Questo è da migliorare ma oggi è una nuova stagione, un nuovo percorso, altre 7 partite in cui bisogna raggiungere un certo numero di punti. Siamo preoccupati sulla fiducia in quello che facciamo e sulle certezze di ciò che stiamo cercando di trasmettere e non ho visto perdite, anzi una squadra un po' amareggiata per aver perso un'opportunità a Madrid. Abbiamo fatto una buona gara e ci è mancato qualcosa che potevamo fare meglio e dobbiamo migliorare".
Non crede ci sia troppa voglia di mettere pressione sull'Inter?
"Ormai è una storia vecchia a cui siamo tutti abituati, non ci pensiamo troppo. Conta quello che facciamo, la nostra autostima, il lavoro quotidiano. I giudizi ci sono stati, c sono e ci saranno e non è un problema nostro perché sono gratis e ognuno può esprimere la sua opinione. Noi abbiamo una responsabilità, qui è la differenza. Siamo consapevoli di quello che siamo e di quello che stiamo cercando di fare per avere una crescita in futuro".
Bergomi ha sottolineato come l'Inter sia una delle poche d'Europa che gioca a 3 dietro. Dal tuo punto di vista cosa significa questo discorso?
"Per me poco, io non bado al modulo ma al modo in cui giochi. Tante squadre partono con un 4-2 3-1 e poi difendono in 6 in un blocco basso. Per me conta poco, conta come interpreti le varie situazioni di gioco, una difesa alta, un blocco basso, l'intensità che metti in quelle situazioni... Io sono uscito da un po' da questo modo di pensare, a me interessa quello che individualmente il giocatore fa per migliorare l'organizzazione difensiva e non c'entra come si attacca o come si difende. Un 4-2-3-1 in fase difensiva può diventare un 3-2-4-1 e molte squadre lo fanno. Conta più il modo del modulo, poi conta mettere in condizione i giocatori di fare determinate cose, quanto puoi permetterti di cambiare determinate situazioni. Per fortuna abbiamo una squadra evoluta che sa fare tante cose. Ripeto, più del modulo conta il modo con cui entri in campo e leggi determinate situazioni".
Rispetto alla partita con l'Udinese della scorsa stagione, in cosa è migliorata la sua squadra? E cosa non ha ancora trasmesso?
"Rispetto all'Udinese della scorsa stagione abbiamo due trofei in più. Da dove siamo partiti, con tutto quello che si diceva, quando ci siamo presentati alla seconda perdendo in casa, poi i miglioramenti sono stati fatti. Ma ci interessa che questo processo di miglioramento nell'aggiungere determinate cose si possa fare, i ragazzi lo percepiscono e si impegnano tanto".
Calhanoglu titolare in 3 partite su 4, stando in campo al massimo 65 minuti. C'è una linea per preservarlo o gli manca la condizione?
"Lui ha fatto il Mondiale, ci è andato da infortunato, l'ultima che ha giocato è stata la semifinale di Coppa Italia in cui ha segnato una doppietta. Ha giocato due gare al Mondiale, poi ha avuto un mese di vacanza e sappiamo tutti com'è andata alla Turchia e le critiche nei suoi confronti e della Nazionale. La premurosità nostra è mettere in condizione tutti i giocatori che hanno saltato parte della preparazione".
Stai cercando di far giocare il più possibile Diouf per capirlo meglio?
"Sto cercando di metterlo in condizione prima possibile, l'obiettivo non è 60 minuti di qualità ma 80. Ma vale per tutti, soprattutto per un quinto con certe caratteristiche più dura meglio è per tutta la squadra. Appena vede la porta ha la spensieratezza e la pericolosità nello sfidare in uno contro uno l'avversario. Questo destabilizza, chiama il raddoppio. Ci dà una soluzione in più da questo punto di vista. Poi ci saranno momenti in cui servirà un altro tipo di scelta da quel lato. Ma per come ha lavorato non gli possiamo rimproverare nulla e siamo molto felici e contenti della sua crescita".
Ieri hanno assegnato il primo rigore del campionato dopo 32 partite. Conferma che questo metro le piace? In cosa secondo lei possono migliorare gli arbitri?
"Io sono contento del metro, meno VAR c'è più intensità e trame di gioco ci sono. Le riprese del gioco veloce sono importanti, danno ritmo a una partita. Mi piace se chi viene sfiorato non rimane per terra, così non lascia la squadra in dieci per un minuto. Per quanto riguarda i rigori ci sono situazioni in cui il VAR deve intervenire peerché l'arbitro non ha la giusta visuale per decidere, giusto che ci sia anche quello. Ma meno ce ne sono meglio è per tutti anche se nessuno vuole togliere il VAR, per carità. Mi piace l'atteggiamento, lasciare all'arbitro le decisioni perché deve prendersi la responsabilità. Mi piacerebbe vedere più dialogo ma capisco che c'è tanta pressione su di loro. Va bene così".
Un aggiornamento dall'infermeria: Dimarco è recuperato? Su Spence ci siamo quasi?
"Dimarco oggi si è allenato ed è a disposizione del gruppo. Spence è ancora nel processo di riatletizzazione e non ci sarà domani. Poi arriverà la convocazione e vedrete come stanno tutti gli altri".
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