Servono i calci di rigore per assegnare il Trofeo Asahi, messo in palio al Kai Tai Stadium di Hong Kong tra Manchester City e Inter. E alla fine nella lotteria dal dischetto prevalgono i nerazzurri, che portano a casa una vittoria non certo rilevante, ma che permette di lavorare con maggiore entusiasmo in questa pre-season. Ovviamente, tra i giocatori scesi in campo c'è chi si è disimpegnato meglio e chi invece avrebbe potuto fare di più, con tutte le giustificazioni del caso. A seguire gli Up&Down della partita.

UP

ALEKSANDAR STANKOVIC - Primo tempo di altissimo livello, a centrocampo comanda lui nonostante ritmi compassati che però non gli impediscono di alzare la testa e distribuire palloni a destra e a sinistra come se avesse uno spara-magliette indirizzato verso il pubblico. Tanta personalità e propensione offensiva per il serbo, che sfiora la rete in tre occasioni e deve prendersela con Donnarumma se alla fine non entra nel tabellino dei marcatori. La strada è quella giusta.

FEDERICO DIMARCO - L'MVP della scorsa Serie A continua nella sua missione di regalare gioie a tutti i compagni. Ogni volta che riceve il pallone largo a sinistra, lo mette in mezzo creando il panico nella difesa inglese senza tuttavia trovare grande puntualità in area di rigore degli attaccanti. La sua testardaggine porta al pareggio di Pavard, pescato solo in area al secondo tentativo di palla dentro. Rico Lewis inizia a respirare solo quando il rivale lascia il campo. Condizione fisica già invidiabile.

BENJAMIN PAVARD - sarà già fuori dal progetto, in attesa di salutare e far posto a nomi più rumorosi, intanto però il francese è passato dalle parole ai fatti dimostrando di poter essere prezioso per questa Inter. Al di là del gol, che rappresenta una soddisfazione personale, è attento nella fase difensiva sulle prime chiusure verso il centro e soprattutto a tappare le falle lasciate da Diouf nel confronto impietoso con Semenyo. Se questo fosse solo un antipasto, non sarebbe una disgrazia mantenerlo in rosa.

DOWN

PIO ESPOSITO - Quella massa di muscoli richiede maggior cura e tempo per entrare a pieno regime, ovvio che non possa essere al meglio della condizione fisica. Lotta e prende botte, si esprime con qualche sponda ai compagni e cerca di essere un punto di riferimeento in fase di uscita del pallone. Però el complesso il pallone negli ultimi 25 metri lo vede poco, anche meno. A parte una clamorosa occasione sprecata in avvio che la bandierina dell'assistente cancella generosamente. Alla prossima.

PIOTR ZIELINSKI - Entrato nella ripresa, rimane ingolfato nel pressing alto e nella freschezza avversaria che lo avvolge e gli toglie fiato e visibilità. Con la squadra costretta a rimanere bassa e a raddoppiare i prestigiatori del City, il suo apporto si riduce a mero atto di presenza e supporto difensivo in cui sicuramente non eccelle. Con un baricentro più alto e una squadra più propositiva avrebbe mostrato decisamente qualità superiori.

LUIS HENRIQUE - Anche il brasiliano, come Zielinski, patisce l'atteggiamento dei compagni nel secondo tempo, costretto a rimanere basso per opporsi alla spinta laterale del Manchester City. Va in evidente debito d'ossigeno quando Ait-Nouri e Savinho salgono con insistenza e non riesce a far uscire il pallone con la sua abituale pulizia tecnica. Circondato da giovanotti di belle speranze, non fa valere il proprio status.

Sezione: Pagelle / Data: Sab 01 agosto 2026 alle 16:23
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.