Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Marco Branca ha ripercorso in breve la sua carriera nel calcio, dentro e fuori dal campo. Soffermandosi in particolar modo sulla sua parentesi dietro la scrivania in nerazzurro: "Quando Moratti mi propose di diventare dt del club avevo 38 anni ed ero un po' spaventato, ma soprattutto felice. E pensavo che quando ero giocatore non ci fosse un dirigente con cui confrontarmi quando le cose andavano male", racconta 

In seguito, Branca ha raccontato che il titolo più bello vinto da dirigente dell'Inter è stata la Champions League del 2010, senza però dimenticare gli scudetti: "Li ho amati, sono il coronamento del lavoro giornaliero in cui devi risolvere problemi ogni 5-6 minuti. E non avrò visto cinque allenamenti in dieci anni sul campo". 

Parlando della trattativa più difficile condotta in tanti anni di carriera, Branca ne ha scelta una in particolare: "Prendemmo Sneijder grazie a una stratagemma deciso con Ernesto Bronzetti, che non posso raccontare, e un quasi litigio con Mourinho. Anzi, senza quasi", il ricordo di Branca. Che ha confermato come Mou fosse convinto che l'olandese non sarebbe mai venuto in nerazzurro e che voleva che il club gli prendesse uno tra Pandev, Julio Batista e Van der Vaart, visto che Deco costava troppo. "Ma io volevo Sneijder: era perfetto. Ero stato al telefono fino alle 4 del mattino con il suo procuratore per convincerlo, quando Mou mi vede mi fa: 'Bravo, ma non siamo riusciti a fargli fare l'ultimo allenamento prima del derby'. L'ho proprio mandato a quel paese", le parole di Branca. 

Il più famoso affare saltato, almeno per il clamore mediatico, fu il mancato scambio Guarin-Vucinic che Branca riassume in poche parole: "Ero già in uscita, arrivai a cose fatte: ricordo una stretta di mano Fassone-Marotta e poi il casino successivo, esagerato". 

A proposito di eroi del Triplete, Branca parla anche di Maicon: "Guidolin mi diceva non fosse un professionista. Ma per tenere lui, finiti i posti da extracomunitario, rinunciammo a Tevez". 

Infine, Branca spiega di non aver rimpianti per il fatto che il club ebbe forse troppa gratitudine per gli eroi del 2010: "Vendere almeno uno fra Maicon, Milito e Sneijder? Parlare quindici anni dopo non vale niente. Se cambi prima, spesso duri di più? Ci sta. Ma allora prevalse la voglia di Moratti di tenerli e dei giocatori di restare: non voglie da poco", ha concluso

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 13 settembre 2026 alle 08:15
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.