L’Inter torna da Cagliari con quello che contava davvero: tre punti e una vittoria per 1-0. Ma il risultato, ancora una volta, racconta soltanto una parte della storia. Perché per quanto visto in campo, i nerazzurri avrebbero potuto e dovuto chiudere la partita con un risultato ben più largo, qualcosa come uno 0-6 o uno 0-7.
E sia chiaro: i tre punti vanno celebrati. Siamo appena al 30 agosto, la condizione fisica non può essere ancora quella dei mesi migliori e una certa mancanza di lucidità sotto porta è assolutamente comprensibile. Anzi, se c’è un dato che deve far sorridere l’Inter è proprio la quantità di occasioni costruite e la superiorità mostrata per larghi tratti.
Il dato più interessante è anche quello relativo alla classifica: sono già tre i punti in più rispetto all’inizio della passata stagione. Ma soprattutto c’è una sensazione evidente: contro determinate squadre di Serie A, l’Inter riesce a produrre una mole di gioco e di occasioni che testimonia una superiorità quasi imbarazzante.
Il problema è un altro. Bisogna essere più cinici. Più cattivi. Perché a volte l’Inter sembra quasi divertirsi troppo nel costruire l’azione perfetta, nel cercare un passaggio in più, una giocata più elegante, una soluzione più spettacolare. La qualità non manca, anzi. Ma una squadra di questo livello deve anche sapere quando è il momento di affondare il colpo e chiudere definitivamente la partita.
Perché dominare per novanta minuti e arrivare all’ultimo quarto d’ora con un solo gol di vantaggio significa inevitabilmente tenere in vita un avversario che, per quanto prodotto sul campo, non avrebbe meritato di essere ancora in partita. Ed è qui che torna la vecchia, ma sempre attuale, considerazione: la prima rivale dell’Inter potrebbe essere l’Inter stessa.
Una squadra fortissima, capace di creare occasioni in quantità industriale, di giocare un calcio superiore e di mettere alle corde l’avversario. Ma anche capace di sbagliare una caterva di gol, di non chiudere una partita già ampiamente indirizzata e, alla fine, di rischiare persino di subire il pareggio.
Contro il Cagliari è andata bene. E non potrebbe essere altrimenti, vista la differenza mostrata in campo. Ma il calcio non sempre perdona. Se questa Inter riuscirà ad aggiungere cinismo, concretezza e cattiveria sotto porta alla qualità del gioco che già possiede, allora sì che i numeri potrebbero diventare impressionanti. Perché una squadra che crea così tanto e riesce anche a trasformare con maggiore continuità le proprie occasioni può davvero puntare a riscrivere record e statistiche.
Per ora prendiamoci il risultato. 1-0, tre punti, porta inviolata e una superiorità evidente. Ma con una consapevolezza precisa: questa Inter è fortissima. E proprio per questo, deve imparare a non complicarsi la vita da sola. Anche perché ora si inizia a fare sul serio. Prossime fermate: Napoli e Real Madrid.
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