Non sarà da applausi, ma l'Inter non stona, le suona forte al Monza, raddrizza musica e spartito in un pomeriggio che contenutisticamente poteva andare meglio, ma anche presentarsi decisamente peggio. Bene così: senza riserve e con parecchi spunti interessanti. Certo non tutto è andato benissimo, ma quel che si è visto a San Siro ha fatto bene a Cristian Chivu, ai tifosi, agli stessi giocatori. Senatori, giovani e giovanissimi. I nerazzurri infilano quattro volte gli avversari, quanto basta per alzare le braccia al cielo e coccolarsi in un sano ed oggettivo ottimismo che non può e non deve essere mai scontato.

L'Inter ha prodotto il successo con convinzione, questa è la base imprescindibile, la linea caratteriale portata avanti anche nella scelta dei profili sul mercato. I tre punti odierni sono stati pilotati da un tecnico che sembra aver compreso le trappole mentali di un gruppo a cui non serve più spiegare calcio, ma la bellezza di voler vincere ancora e sempre.

Dopo un primo tempo contraddistinto dal gol capolavoro di Calhanoglu, da un gioco eccessivamente orizzontale e quasi inzaghiano, declinato in continui passaggi lenti e spesso all'indietro, Chivu nei secondi 45' ha fatto uscire i suoi boys dai classici impasse atletici di inizio campionato. Roba tipica degli squadroni ancora imballati, che il massimale della forma generalmente lo trovano alla quarta giornata, non al pronti-via di un lungo torneo.

Nella ripresa il direttore d'orchestra rumeno ha saputo dare una melodia rock al suo ensemble, l'ha resa ritmica, ingestibile per gli avversari. Confermando anche la bontà del minuzioso lavoro su solisti come Diouf, che oltre a fornire due assist e verticalità a manetta, pare in crescita anche sul piano tattico-disciplinare. Idem Pio Esposito, artefice di una rete da cineteca, estremamente mobile nell'accorciare le linee anche quando la squadra faticava a salire.

Nella prima vittoria stagionale, senza gli inglesi Spence e Jones e con Stones visto una manciata di minuti, spicca il perfetto bilanciamento tra la linea verde e i senatori, due reti gli uni e due reti gli altri. Un aspetto che definisce un equilibrio, ma anche l'interdipendenza tra chi l'Inter la faceva vincere già nel passato e chi la farà ulteriormente crescere nel futuro. Una formula che se prenderà forma sarà più luminosa di un puzzle.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 23 agosto 2026 alle 00:00
Giulio Peroni / Twitter: @peroni_giulio
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Giulio Peroni
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Giornalista e opinionista sportivo. Canali TV Sportitalia e Telelombardia Top Calcio 24. Emittente radiofonica Giornale Radio FM