L’Inter non è per tutti. Per giocarci devi avere tutto. Tecnica, corsa, grinta, attributi. E soprattutto devi ottenere risultati, altrimenti grazie e arrivederci. Lautaro Martinez rappresenta ad oggi al meglio l’interismo. Il capitano della squadra, arrivato inizialmente come vice Icardi, è da tempo entrato nella storia del club nerazzurro. Ed è interista oggi come Zanetti e come te che stai leggendo l’editoriale.

Mi viene da sorridere a pensare quanto ho letto in questi giorni da Barcellona. Se è vero che un’offerta da 100 milioni potrebbe far vacillare chiunque è altrettanto vero che non ti privi a cuor leggero dell’anima della squadra. E a maggior ragione se mancano pochi giorni all’inizio del campionato. Non penso neppure che Lauti avrebbe salutato in realtà. Poi non sono nella sua testa, ci mancherebbe. Ma come lui stesso sa benissimo - visti i risultati e i desiderata di altri ex compagni - lasciare l’Inter non è una mossa così intelligente, anzi.

Il 4-1 della prima di campionato ha certificato che i campioni d’Italia vogliano continuare a tenersi lo scudetto sul petto, cercando di vincere tutto in ambito nazionale. Poi in quello internazionale si vedrà, ma l’obiettivo è togliersi qualche sfizio, pure il calciomercato lo ha fatto capire. Senza facili esaltazioni, oggettivamente lavorando a testa bassa i ragazzi di Chivu potranno arrivare lontano.

Chi non farà più parte - ancora una volta - del progetto è Asllani. Ecco, per me l’albanese resta un centrocampista con potenzialità incredibili. Ma semplicemente non ha funzionato. Per tanti motivi. Al prossimo giovane però che vestirà la maglia dell’Inter non si dovrà chiedere di essere un campione fatto e finito, perché bruciare un altro possibile prospetto sarebbe davvero un peccato.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 26 agosto 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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