L'Inter è ripartita forte, riprendendo il filo del discorso dove si era interrotto. I campioni d'Italia, contro il Monza, hanno confermato il loro status, sia a livello mentale che di gioco. Una squadra sempre più consapevole dei propri mezzi e rinforzata dal mercato estivo, in verità ancora poco visibile considerando il parziale contributo di Stones e Stankovic e le assenze di Spence e Jones.

Ad ogni modo, il weekend calcistico è stato chiaro: l'Inter sarà ancora lassù a lottare per il titolo, mentre Napoli, Milan, Juve e Como hanno da registrare qualcosa se vogliono impensierire la squadra di Chivu. Chivu che ha dovuto fare a meno di Thuram - in panchina ma di fatto indisponibile - e ha potuto contare su un Lautaro forse nemmeno al 50%. Ha brillato Esposito nel reparto offensivo, Bonny è entrato bene, ma effettivamente qualcosa sembra mancare più a livello di alternativa tattica che non di valore medio.

Non è un mistero che da anni l'Inter stia accarezzando l'idea di portare ad Appiano qualcuno in grado di scompaginare lo spartito con una giocata, un'invenzione, uno strappo di tecnica. Radiomercato ci racconta che Ausilio stia setacciando il mercato alla ricerca di un profilo così. Nomi? Ancora nessuno, se non suggestioni poco credibili. Serve la quinta punta? Assolutamente sì. L'Inter gioca con due attaccanti e averne in rosa solo quattro è un rischio che ben conosciamo: basta il forfait di uno per mandare in apnea un intero reparto. Le punte spendono tanto nel 3-5-2 del tecnico romeno e vanno alternate sistematicamente. Averne cinque sarebbe cosa buona e giusta.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 25 agosto 2026 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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