Fosse stato un incontro di pugilato l'Inter lo avrebbe vinto ai punti, perché il Cagliari, nonostante una serie di montanti e ganci ben indirizzati, è riuscito a rimanere in verticale fino al 95', concedendosi persino la possibilità del colpo vincente prima del gong. Invece, trattandosi di pallone, ai nerazzurri alla fine è bastata la rete di Hakan Calhanoglu al 9' per portare a casa l'intera posta in palio.

Dominio assoluto

Cristian Chivu rispetto alla prima partita contro il Monza propone tre novità: Luis Henrique e benjamin Pavard come catena di destra e Petar Sucic da mezzala sinistra. Fabio Pisacane, perso Yerry Mina (Juan Rodriguez al suo posto), non si scompone e opta per un undici compatto ma con proiezioni offensive: Michael Adopo, Daniel Maldini e Jacopo Fazzini a sostegno di Paul Mendy, unica punta per un 4-2-3-1 che però si mostra come un 4-5-1 per gran parte della partita. Il leit motiv del match è lapalissiano: pallone tra i piedi degli ospiti, che lo fanno girare con continuità fino agli ultimi 20-25 metri, cercando poi imbucate interne. Nicolò Barella e Petar Sucic si muovo tanto, tolgono punti di riferimento a Henry Winks e Alessandro Romano, protetti alle spalle da Calhanoglu che agisce un po' più basso dando garanzia a turno sia ad Alessandro Bastoni sia a Benjamin Pavard. Lautaro Martinez svaria sulla trequarti e quando non cambia gioco cerca subito la verticalizzazione, Pio Esposito transita dentro l'area di rigore costringendo Rodriguez o Alessandro Deiola a seguirlo passo dopo passo. I nerazzurri sono avvolgenti e vanno al tiro con continuità soprattutto attraverso imbucate centrali, visto che Pisacane prova a chiudere le fasce. Le occasioni fioccano, l'Inter entra con autorità nell'area di rigore sarda ma non riesce a sfondare e quando sente l'odore della rete ci pensa Elia Caprile a negarla. Offensivamente i padroni di casa sono poca cosa, a parte un paio di folate offensive accompagnate da due o tre giocatori, la tendenza è cercare con palloni lunghi l'unico attaccante Mendy che raramente vince il duello con Manuel Akanji. Impresa ardua proporre gioco offensivo quando l'avversario, perso il pallone, va a riprenderselo velocemente con aggressività e autorità.

Il cambio del vento

Nella ripresa cambia il vento, perché l'atteggiamento dei sardi è meno remissivo pur continuando a lasciare il pallino del gioco ai nerazzurri che creano altre due grandi occasioni da gol con Lautaro ed Esposito. Pisacane capisce che è il caso di dare una sterzata e getta nella mischia Kevin Carlos per Mendy e Alieu Fadera per Fazzini. Proprio l'ex Como dà vitalità ai sardi sulla sinistra e costringe Luis Henrique a un lavoro extra, non particolarmente efficace. I suoi accentramenti alterano gli equilibri difensivi nerazzurri, mentre emerge un po' di stanchezza e la squadra si spezza in due lasciando troppi metri alle ripartenze rossoblu. Chivu replica inserendo Curtis Jones, Piotr Zielinski e Marcus Thuram, con l'intenzione di mantenere bassi i sardi e dare freschezza e palleggio in mezzo. Poco dopo John Stones sostituisce un Akanji non in gran serata, peer dare robustezza e palleggio dietro. Mentre l'Inter continua a sprecare occasioni (soprattutto Thuram), si arriva al finale in cui il Cagliari si gioca il tutto per tutto. Per arginare la spinta dei padroni di casa l'allenatore romeno richiama in panchina Luis Henrique e aggiunge al pacchetto arretrato Yann Bisseck, spostando a destra Pavard. Un messaggio ai rossoblu che a questo punto chiudono gli avversari nella propria area, con evidenti difficoltà a rialzare il baricentro e tenere il pallone lontano dalla zona calda. Gennaro Borrelli e Riccardo Ciervo aggiungono peso e imprevedibilità all'attacco e in area si creano diverse situazioni complicate che però i nerazzurri, un po' in apnea, riescono a disinnescare fino al triplice fischio. Ed è così che i 3 punti più naturali rischiano di sparire a causa di un finale controcorrente rispetto all'andamento della partita. L'Inter domina tatticamente, crea tanto ma non ottimizza. Il Cagliari subisce, stringe i denti e tenta il tutto per tutto nel finale. 

Sezione: Angolo tattico / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 14:16
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.