Nell'impossibilità di formulare una famosa esortazione evangelica ("Lazzaro, alzati e cammina") per via della mancanza in rosa di un tesserato con quella precisa identità anagrafica - anche 'l'affine' Lautaro risultava, infatti, soggetto non idoneo - all'utenza nerazzurra non restava altro che auspicare una rinascita collettiva dell'Inter in quel di Rotterdam, casa del Feyenoord. 

Col preciso intento, in un colpo solo, di vedere dileguarsi i cassamortari rossoneri del de cuius nerazzurro dopo il derby; di boicottare - rispedendole ad oscuri committenti - talune prèfiche a pagamento; di tacitare orde di intertristi specializzati, tafazzisti generici e seminatori di zizzania un tanto al solco; e, non ultimo, di ammutolire le campane a morto suonate da certe gazzette padane. 

Fra i rintocchi più funesti di queste ultime si erano distinti quelli dell'involucro cartaceo tinto di rosa all'interno del cui sito online - solo nelle giornate tra domenica e lunedì - ci si poteva ammorbare con la seguente accozzaglia di quesiti, giudizi e sentenze sommarie: 

1) "Inter, cos'hai? Partenze shock, difesa in affanno, mercato flop e quei contratti...";

2) "Involuzioni, infortuni, mercato, gerarchie: perché quest'anno la difesa dell'Inter è un colabrodo"; 

3) "Dietro le frasi allarmanti di Chivu, Barella e Bastoni: l'Inter non ha più fame? I retroscena".

A tutto ciò faceva da corollario europeo pure uno spudorato endorsement dei rivali olandesi del Feyenoord. Del quale si favorisce un sunto introdotto da un memorandum su quanti club italiani fossero caduti negli anni a Rotterdam (Roma, Milan, Como e due volte la Lazio): "Il Feyenoord comanda l’Eredivisie da imbattuta" (ohibò!), "ha il secondo miglior attacco" (perbacco!) e "ha dati importanti (...)" che certificano "Il manifesto di una squadra che arriva sempre a dama" (perdinci, ma anche 'per Diana'! E se in Champions si giocasse invece a scacchi?). 

Poteva infine mancare il contributo di un'altra gazzetta padana, stavolta decolorata? Certo che no! Ed ecco allora che Tuttosport - sempre prodigo di 'carinerie' statistiche verso i nerazzurri - aveva ricordato come "(...) al De Kuip il Feyenoord non perde(sse) da 14 gare ufficiali". Un motivo in più allora per depennare quella sequenza di risultati dalla lista degli spauracchi contro i nerazzurri. "Venghino, signori, venghino con i prossimi spaventapasseri". 

Oh, detto in confidenza: si fosse nei panni di Fabregas - con 24 ore di riposo in meno rispetto ai nerazzurri e dopo una faticosa trasferta a Lens - si farebbe tesoro di un pur non richiesto consiglio: quello di presentarsi domenica a San Siro sprovvisto delle solite baldanza e spavalderia tattiche. Eppoi, nel gioco italico - dunque perverso - delle compensazioni trasversali, i lariani vi dovrebbero pur pagare un giusto doppio fio rigoristico. Ossia la massima punizione regalata loro da Massa nel 4-3 nerazzurro in riva al lago dello scorso aprile ed il rigore solare scippato domenica al Venezia, per interposta VAR, dopo una decisione corretta del direttore di gara. Per una volta che 'l'arbitressa' Maria Sole Ferrieri Caputi (Vien dal Lago?) - alla quale va la più sincera solidarietá dello scrivente - aveva inizialmente smontato, da par suo, uno dei tormentoni anagrafici del Rag. Fantozzi! Chiaro il riferimento a quello sulla Contessa Pia Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare...

Fatto sta che senza rifarsi - per loro stessa natura intrinseca e nonostante la parentesi Conte - al pur calzante e fascinoso trattato in latino "Elogio della follia" di Erasmo, filosofo locale, a Rotterdam i nerazzurri hanno condotto in porto una saggia partita. A cominciare dal primario debellamento - senza bisogno di vaccini - del cluster influenzale che aveva imperversato alla Pinetina, pare già prima della trasferta lagunare. E da quello non secondario dei ripetitivi approcci autolesionistici alle partite. Se ne dovrebbe quindi dedurre che il tanto chiacchierato confronto all'interno dello spogliatoio debba aver portato ad una nuova, cazzuta, unità di intenti sugli obiettivi stagionali. A testimoniarlo, l'esplicita gestualità di Bisseck, primo marcatore nerazzurro al De Kuip.

Allora, daje Inter: dal de cuius (nel derby) al De Kuip (in Coppa) è un attimo! Chè poi la Roma - dopo il Real - è scoppiata un'altra volta nella già funesta Manchester mentre il tecnico biancoceleste, prima o dopo, dovrà pur cominciare a fare i conti con la morale della favola "La rana ed il bue"... Peraltro il girovita di Gattuso prometterebbe bene. Si scherza, Rino: dài!

Orlando Pan

Sezione: Calci & Parole / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 16:00
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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