Stamattina La Repubblica pubblica un'intervista molto approfondita a David Manica, uno dei principali architetti mondiali degli impianti sportivi, che assieme a Norman Foster ha progettato il Generali Stadium, recentemente svelato al pubblico e che sarà la casa futura di Inter e Milan. 

Di cosa è più orgoglioso nel progetto del nuovo stadio di Milano?
"Di avere progettato un’arena in cui l’esperienza sarà straordinaria da qualsiasi posto. Che tu sia in curva, nell’anello superiore o in uno skybox, sarai vicino al campo e avrai una visuale perfetta. Il boato che ha reso San Siro famoso nel mondo sarà ancora più forte e le grandi notti di Milano saranno più emozionanti che mai".

Cosa rende questo progetto unico rispetto agli stadi degli altri grandi club europei?
"Le due curve. La Nord e la Sud saranno imponenti muri di tifosi a ridosso delle porte, ancora più vicini al campo rispetto a oggi. Si fronteggeranno e ciascuna sarà la casa di uno dei due club. La rivalità sarà parte integrante dell’architettura. Nessun altro stadio in Europa è simile. Abbiamo progettato le tribune a partire dalle curve, perché è lì che batte il cuore dello stadio".

In che modo il progetto del nuovo stadio rifletterà l’identità di Milano?
"Milano è una città di design, moda e ingegneria, dove bellezza e funzionalità vanno di pari passo. Volevamo uno stadio che esprimesse lo stesso equilibrio: tecnologicamente all’avanguardia, ma elegante e dalla forte personalità. Entrando, si dovrà avere subito la sensazione di essere a Milano e in nessun altro luogo. Spero che i milanesi possano riconoscersi nel progetto".

Milan e Inter hanno storie e identità diverse. Come si progetta uno stadio che entrambi i club possano chiamare casa?
"Abbiamo progettato le tribune in modo simmetrico, perché nessuno dei due club si senta ospite dell’altro. Ciascuno avrà la propria curva e il proprio lato dello stadio. Illuminazione e schermi digitali permetteranno di trasformarlo a seconda della squadra che gioca. Con il Milan si illuminerà di rosso, con l’Inter di blu, dentro e fuori. Due case distinte nello stesso edificio. Credo sia qualcosa di speciale".

Come avete lavorato per ricreare il rumore e la passione che rendono San Siro famoso in tutto il mondo?
"L’acustica è stata una priorità. Le tribune circondano il campo senza interruzioni, per trattenere il suono. Gli anelli avranno una pendenza fino a 37 gradi. La copertura funzionerà come un coperchio, impedendo al rumore di disperdersi. Quando lo stadio canterà, il suono rimbalzerà sulle tribune. Non sarà soltanto qualcosa da ascoltare, ma un’emozione da sentire sulla pelle".

In che modo il nuovo stadio migliorerà il quartiere di San Siro?
"Uno stadio non dovrebbe rimanere vuoto tra una partita e l’altra. Lo abbiamo immaginato come un luogo da vivere tutto l’anno, con calcio, grandi eventi sportivi e concerti. Insieme ai nuovi spazi pubblici, porterà vitalità al quartiere. Vogliamo che gli abitanti ne siano orgogliosi e lo sentano proprio".

Ha già lavorato con Norman Foster allo stadio di Wembley. In che modo le vostre competenze si completano a vicenda?
"A Wembley ho lavorato per Hok Sport Venue Event, oggi Populous, insieme a Foster + Partners, constatando quanto siano complementari i nostri approcci. Per il Generali Stadium, Manica ha progettato le tribune e gli spazi interni, fino alla facciata. Foster + Partners si è occupato della facciata e delle aree circostanti. Responsabilità distinte, ma una visione comune".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 10:34
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.