Possiamo filosofeggiare fin quando volete, ma la verità è solo una: contro il Feyenoord serviva vincere, meglio se convincendo. Lo chiedeva la classifica dopo le due le sconfitte contro Real Madrid e Bruges. Lo auspicavano i tifosi dell’Inter, dopo il ko comunque inaspettato nel derby contro il Milan. Certo, a tutti i nerazzurri avrebbe fatto piacere una prestazione senza sofferenza, con un primo tempo chiuso 6-0 in proprio favore, ma non è nemmeno peccato ammettere la forza del tuo avversario, non una squadra straordinaria, ma comunque capace di 'pettinare' il Como di Fabregas.

Ovviamente poi si deve anche capire il momento. Non dimenticare i molteplici impegni e quindi la stanchezza di determinati calciatori, schierati e spremuti così tanto a livello di minutaggio anche a causa di svariati infortuni tra i giocatori della Beneamata. Non sono scuse, solo mera cronaca, quella del ricordare l’oggettività dei fatti che riguarda anche l’indisponibilità del capitano Lautaro Martinez. Il campo ha detto che l’Inter ha convinto, disputando un’ottima partita, in cui non ha nemmeno sofferto così tanto, anzi. E ha mostrato pregevoli qualità. Certo, qualche errore personale c’è stato – e ci sarà sempre – però approccio, atteggiamento e concentrazione generale sono stati più che positivi. E hanno fatto la differenza. Si è percepita la voglia di zittire i detrattori, ma soprattutto la volontà di mostrare nuovamente la propria forza, per tornare a casa con 3 punti preziosi per la graduatoria europea.

Più o meno tutti si sono meritati 6.5, se non 7 in su in pagella, Chivu compreso. Dei singoli va fatto un particolare elogio a Spence, motorino sulla fascia, a Pio, di nuovo in gol, a Bisseck, roccia difensiva e autore dell’1-0. Poi ci sono anche Zielinski – super gol e che geometrie -, oltre a Carlos Augusto, insuperabile…bravi, bravi, bravi! Credo che sarebbe eccessivo parlare di 'grande Inter', ma le indicazioni provenienti dall’Olanda sono certamente positive. Come il mondo nerazzurro non si doveva deprimere eccessivamente dopo la sconfitta nel derby, adesso non deve esserci l’esaltazione di chi ha compiuto un’impresa pazzesca. L’Inter ha fatto il suo, ma lo ha fatto da undici convincente, che sa di essere forte, che non sottovaluta gli avversari e che ha ancora fame di vittorie e di grandi palcoscenici.

Nel weekend ci sarà il big match col Como. Un’altra prova importante per Chivu, ma pure per Fabregas. Detto che i lariani sinora in Seria A hanno avuto parecchi episodi arbitrali favorevoli – il rigore tolto al Venezia è qualcosa di incomprensibile – sarà un’altra sfida Champions. Solo che tre giorni più tardi, nel bene e nel male, non si potrà tornare sul verde alla ricerca di un riscatto o di una conferma, causa pausa delle nazionali. E allora, per evitare due settimane di processi, tafazzismi e disfattismi generali, che sia un’Inter stile De Kuip.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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