Julio Ricardo Cruz è un doppio ex di Feyenoord-Inter, ma nell'intervista alla Gazzetta dello Sport assicura che stasera tiferà per i nerazzurri. La squadra di Chivu arriva da un derby perso nel quale ha faticato molto. "Peccato per quei due gol presi subito, dopo è diventato tutto più difficile. Maignan, poi, è stato semplicemente fenomenale. Il problema, però, è che l'Inter si è abituata a rimontare, ma non puoi pensare di prendere due gol e farcela sempre. È comunque la prima sconfitta in campionato, non drammatizziamo: mantenendo questo ritmo, la squadra farà una montagna di punti. Il Feyenoord subito? Un bene, non hai il tempo di rimuginare e farti prendere dal pensiero negativo".

In attacco, riflette Cruz, "Thuram sta bene, segna, è forte fisicamente, però la mancanza di Lautaro si sente. Non dimentichiamo comunque Pio e Bonny, giovani e forti: per l'Inter è una fortuna averli. Esposito è quello cresciuto di più, l'anno scorso è stato fondamentale per lanciarlo e spero diventi l'uomo che ridarà il Mondiale all'Italia. Se manca qualcosa rispetto all'anno scorso? Non saprei. L'Inter gioca molto bene, corre tantissimo, manca un po' di concentrazione all'inizio, ma non credo sia questione di poca fame o di giocatori troppo... tranquilli. Quando hai vinto uno scudetto e una Coppa Italia, porti quei successi sul petto e vuoi fare ancora meglio". Tra i più criticati c'è Federico Dimarco. "Sono sicuro - dice Cruz - che tornerà al suo livello, non c'è da preoccuparsi. Ci aveva abituati troppo bene, era una potenza, forte come un camion quando partiva. Può capitare un momento di calo, ma nella mia squadra un Dimarco lo voglio sempre".

Stasera si giocherà al De Kuip. "È uno stadio molto particolare, con le tribune vicinissime al campo e tifosi caldissimi. Sembra l'Argentina. Il nuovo San Siro? Sarà tra i cinque migliori stadi del mondo: Milano avrà un impianto bellissimo. È normale provare nostalgia per San Siro, però la vita va avanti. In tutto il mondo gli stadi vengono ricostruiti".

Sezione: Copertina / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 08:42
Autore: Antonio Di Chiara
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