Che strana sensazione passare una serata in tranquillità quando si tifa Inter. Solitamente, quelle rare volte che accade, il tifoso neroblu è perplesso, confuso, insospettito e tendenzialmente diffidente: teme l'imbroglio o la trappola, o comunque che qualcuno non gliela stia raccontando giusta. La diffidenza fa parte del sostenitore interista, consapevolmente - e in maniera molto masochista - abbandonatosi a un vortice ondivago che rimbalza tra la sofferenza più straziante all'euforia rigenerante. L'esempio della sorprendentemente "rilassata" vittoria in trasferta contro il Feyenoord durante la 4ª giornata della league fase di Champions League sotto questo punto di vista risulta particolarmente ficcante, specie se si considera come la soddisfacente gita olandese è stata il cronologico seguito del tenebroso Halloween vissuto dai nerazzurri, costretti a raccogliere canzonanti sfottò e aspre critiche a seguito della sconfitta nel posticipo serale contro il Milan. L'angoscia dell'ennesimo derby a tinte rossonere è stata prontamente soffiata via da una prestazione senza fronzoli, senza patemi e senza particolari indici negativi. Insomma: tutto il contrario di ciò che è stata la stracittadina meneghina. Come al solito, noi affezionati della Beneamata non conosciamo mezze misure, perché o va tutto male o va tutto bene. Va da sé che tra il nero e il bianco bisognerebbe saper riconoscere anche il grigio. 

Nella terra dei DJ si vince a ritmo di musica reggae

C'è chi li chiama Paesi Bassi e chi la chiama Olanda. Il dubbio rimane, ma per convenienza si accettano entrambe le versioni, sebbene "Olanda" sia ritenuto termine improprio poiché originariamente riferito, grossomodo, unicamente alla parte più settentrionale del Regno. Ciò che è sicuro, per non dire matematico, è che nel paese regnato attualmente da re Willem Alexander uno dei principali motivi d'orgoglio per il popolo nederlandese è la musica. Questo aspetto ha catturato particolarmente l'attenzione del pubblico a partire dagli anni '90 e 2000, periodo in cui il paese ha iniziato a comparire sulla cartina per il massiccio sviluppo della musica house, trance ed EDM. Per coloro che sono nati in una certa generazione, le note frizzanti e coinvolgenti di artisti quali Martin Garrix e, prima ancora di lui, Tiësto e tanti altri ancora sono sinomimo di adrenalina, serate in discoteca o infinite giornate al Tomorrowland. Eppure, la serata del de Kuip ha regalato quel sentore stralunato e sognante tipico della musica reggae. Neanche a dirlo, il frontman è l'anglo-giamaicano Djed Spence, MVP di turno. Il terzino destro dai dreadlocks alla Bob Marley ha confermato quella vena funambolica pregustata nell'infausto incontro con i cugini milanisti, occasione in cui il classe 2000 è assurto tra i pochi "perdonabili" di una partita incresciosa. In lui c'è velocità, predisposizione ad attaccare la porta e, come evidenziato in particolare stasera, discrete capacità di rifinitura: il doppio assist confezionato prima a favore di Bisseck e successivamente a favore di Esposito urla giustizia a pieni polmoni. Certo, quell'atteggiamento dinoccolato e talvolta indolente lascia margini per ritrattare tutte le belle dette sin qui. Ergo, teniamolo d'occhio e non cantiamo vittoria troppo presto. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 08:00
Autore: Carlo Alberto Gamba
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