A proposito di approccio: la partenza dell'Inter è falsa non per il solito gol preso a freddo ma, al contrario, perché alcuni giocatori, per la voglia di invadere la metà campo del Feyenoord, si muovono prima del primo giro dato al pallone da Hakan Calhanoglu. L'arbitro svedese Glenn Nyberg deve far ripetere il kick-off e poco dopo fermare il gioco per ammonire proprio Calha: dopo neanche 3', il turco entra nel tabellino degli ammoniti per eccesso di aggressività. La volontà dei campioni d'Italia è chiara: azzannare l'avversario per non farsi azzannare nel catino del de Kuip. E all'8' arriva il premio per questa strategia coraggiosa: recupero di palla altissimo di Yann Bisseck che poi va a concludere l'azione da lui stesso promossa con un tiro a giro chirurgico che si infila nell'angolino. Il difensore tedesco, dopo la prodezza, si porta il dito alla boca per zittire i critici dopo il tanto rumore fatto a causa del brutto ko nel derby. Sbloccato il risultato, gli ospiti, liberati dal peso di non dover rincorrere l'avversario, continuano a macinare gioco arrivando a confezionare un'occasione con Federico Dimarco, il cui tiro viene deviato da Ernst in corner. Più tardi ci prova Marcus Thuram, ma spara a salve. Schiacchiati nella loro trequarti, agli olandesi non rimane che l'arma del contropiede: uno lo butta via Hadji Moussa sbagliando un cambio di gioco che avrebbe messo in porta Luciano Valente. Nessun problema per Pepo Martinez, che aveva rischiato di più poco prima uscendo in maniera avventata non fidandosi della copertura di Manuel Akanji da ultimo uomo. Una semplice incomprensione che non costa caro, così come la marcatura soft di Dimarco su Moussa, che va a sbattere contro l'uscita puntuale di Martinez. Sembra il segnale di uno switch dei padroni di casa che, invece, nel loro momento di massima intensità offensiva, prendono l'infilata del 2-0. Nicolò Barella fa correre sul binario destro Djed Spence, che arriva a destinazione, in area, per poi crossare. Ne esce una traiettoria strana, dopo la deviazione di un difendente, che Francesco Pio Esposito è il più bravo a leggere: colpo di testa, traversa bassa e palla che rimbalza oltre la linea per il raddoppio. Il tris non arriva solo per questione di pochi metri: il tiro in controbalzo di Piotr Zielinski soffia di poco a lato del palo. Dall'altra parte, la squadra di Giovanni Van Bronckhorst attacca confusamente, concludendo sempre in maniera poco accurata. E alliora è ancora il polacco a tentare fortuna dalla distanza: questa volta serve la parata di Ernst per evitare il 3-0 che avrebbe chiuso in anticipo la contesa. Duplice fischio: il parziale dice: Inter avanti di due gol. 

SECONDO TEMPO -
All'uscita dagli spogliatoi, si nota un volto nuovo: Van den Elshout al posto di Vanhoutte nel Feyenoord. Il cambio non cambia la musica: l'Inter riprende da dove aveva concluso il primo tempo tastando i riflessi del portiere con Spence, che porta qualità con buona continuità, come promesso da Cristian Chivu nell'intervista pre-partita. Il tiro a bersaglio prosegue con Zielinski che, al terzo tenativo, buca Ernst con un mancino preciso che bacia il palo prima di finire in rete. Tre a zero e partita in ghiaccio, tanto da permettere a Chivu di far rifiatare Thuram e Calhanoglu, sostituiti da Ange-Yoan Bonny ed Henrikh Mkhitaryan. Le modifiche apportate da Van Bronckhorst hanno motivazioni ben diverse da quelle del collega: l'ex terzino degli Orange prova a dare una scossa inserendo contemporaneamente Steijn, Watanabe e Schaken. Proprio quest'ultimo prova, con il primo sprint, a creare un minimo dubbio nella difesa interista, ma il suo intento si infrange contro la diagonale perfetta di Carlos Augusto. Si infrange, invece, sulla segnalazione dell'assistente la gioia per la doppietta di Esposito, pizzicato in leggero fuorigioco al culmine di una bella azione manovrata. La partita scorre via senza particolari colpi di scena, ma al 70' va in scena un fuoriprogramma: due fumogeni costringono l'arbitro a fermare il gioco per qualche secondo. Al 78', Chivu concede la passerella finale a Stankovic e Sucic, anche con l'idea di far riposare Zielinski e soprattutto Barella. Lo stesso discorso vale per Manuel Akanji, richiamato in panchina all'85' per il ritrovato Benjamin Pavard. Questa la nota positiva della serata di Rotterdam, oltre ai tre punti: l'Inter ha gestito i ritmi della partita stancandosi il giusto prima di una sfida di campionato contro il Como, l'ultima prima della sosta, che si annuncia molto intensa. 

Sezione: Focus / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 22:55
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.