Dodici partite di campionato a partire da Parma-Inter; 2 partite del girone di Champions e, sperando di evitare i playoff (sarebbero altre 2 gare), almeno l'andata degli ottavi di finale della competizione europea; quarto di finale ed eventuale andata delle semifinali di Coppa Italia. In totale, se la squadra andasse avanti in tutte le competizioni, Denzel Dumfries potrebbe saltare ben 17 partite, sperando che la squadra arrivi nella top 8 di Champions League (altrimenti il conto passerebbe a 19). Tantissime, troppe per pensare che Luis Henrique possa essere sempre a disposizione dando un contributo accettabile senza cali fisici, con i soli Matteo Darmian (che potrebbe non avere più il fisico per fare avanti e indietro sulla fascia) e l'adattato Andy Diouf come alternative.

Per questa ragione, dopo il mancato arrivo di Joao Cancelo per cui c'è poco da imputare alla dirigenza che aveva apparecchiato tutta l'operazione con l'Al Hilal, è necessario passare oltre e ragionare sul classico Piano B. Vero è che secondo quanto filtra da Viale della Liberazione la dirigenza ritiene che persa l'opportunità di arrivare al portoghese non valga la pena accontentarsi di un giocatore di minor valore, la classica toppa. Ma il fatto che Beppe Marotta prima della gara contro il Bologna abbia ammesso candidamente che a destra c'è un problema, questo non può essere ignorato dopo il mancato arrivo di Cancelo che ha deciso legittimamente di tornare a Barcellona. Operazione di mercato da archiviare in fretta per passare al prossimo obiettivo, perché a destra un nuovo innesto serve come il pane e il concetto 'o il portoghese o nessuno', che somiglia sinistramente alla telenovela estiva per Ademola Lookman, non può essere considerato un finale logico.

Il mercato invernale è appena iniziato, il buco sulla fascia è ancora lì, in bella evidenza. Il calendario non dà tregua e Cristian Chivu merita di avere un'alternativa che permetta di sostenere la lunga assenza di Dumfries. Luis Henrique un po' alla volta sta uscendo dal guscio e sicuramente merita fiducia, ma aggiungere alla rosa un nuovo laterale non significa bocciarlo, anzi. Significa permettergli di proseguire il suo percorso di crescita senza doversi sobbarcare un carico fisico che inevitabilmente ne comprometterebbe le prestazioni sul rettangolo di gioco. Significa confermarlo come prima attuale soluzione a destra, permettendogli di rifiatare quando ne ha bisogno. Per questa ragione l'idea di contare su Darmian e Diouf come alternative non regge, altrimenti Marotta non avrebbe sottolineato l'emergenza e l'Inter non avrebbe lavorato per giorni su Joao Cancelo. La consapevolezza del problema c'è, sarebbe assurdo ignorarlo fingendo fiducia in chi è in rosa attualmente.

Non resta che aspettare se la dirigenza proverà a raggiungere uno dei piani B sul taccuino (ce ne sono...) oppure se aspetterà che dal nulla capiti un'altra opportunità come il portoghese, un giocatore di livello che accetti 6 mesi di prestito perché scontento nel suo attuale club, con l'intenzione di non perdere il prossimo Mondiale. L'importante è non rimanere immobili convinti che si possa proseguire con questa rosa, mentre anche le rivali per lo Scudetto stanno correggendo le proprie imperfezioni. Che la prossima estate servirà un grosso sforzo economico per sostituire molti giocatori in uscita è noto, ma non ha senso ignorare il presente per concentrarsi sul futuro. L'Inter è in corsa per tutte le competizioni, sta facendo bene e ha giustamente ambizioni di proseguire su questa strada. Non intervenire per tappare la falla a destra significherebbe replicare gli errori del passato, quando l'eccessiva fiducia nella rosa alla lunga è costata carissima.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 20:29
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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