Intervistato dalla rivista Undici, il portiere del Cagliari, Elia Caprile, nome spesso chiacchierato anche in ottica Inter per il post-Sommer, ha rilasciato una lunga intervista durante la quale è tornato sul trasferimento dal Napoli al club sardo.

Quanto è importante anche saper aspettare il momento giusto?
"Ho provato quello che ho sempre provato da quando sono piccolo: a me piace giocare e mi alleno per giocare. Poi sono consapevole che, soprattutto nel ruolo in cui gioco io, il portiere, gli altri due stanno seduti e guardano ed è giusto anche rispettare il compagno che sta giocando e rispettare le scelte del mister. Io nei sei mesi a Napoli l’ho sempre fatto, non ho mai fatto polemica, non ho mai detto una parola fuori posto, però mi allenavo tutti i giorni per giocare e quando ho capito, anche giustamente, che mister Conte aveva fatto un’altra scelta, che è lecito perché io non ho la verità assoluta. Il mister ha fatto questa scelta e poi alla fine hanno vinto lo scudetto quindi la ragione ce l’ha lui. Ho fatto un ragionamento fra me e me e un ragionamento con le persone a me care, quindi la mia famiglia, con la mia fidanzata, e tutti mi dicevano che avevo una faccia diversa, non da me perché io quando non gioco soffro, perché mi alleno per giocare e il mio sogno è quello di giocare. Il mio sogno era quello di giocare in Serie A, però appunto di giocare, non di far parte di una rosa, con tutto il rispetto. Io volevo giocare ed è uscita questa possibilità di venire al Cagliari". 

 Su Pisacane ha aggiunto:
"È entrato rispettoso, nel senso che, avendo anche condiviso lo spogliatoio con alcuni miei compagni, non si è posto subito in modo autoritario, del tipo “si fa così e basta”. È molto disponibile con noi, è uno che ci ascolta tanto e tiene conto anche delle nostre idee. Facciamo spesso confronti con il mister, magari per capire cosa si può fare meglio sia a livello di partita che di allenamento, ma anche nella gestione del gruppo. Da questo punto di vista è davvero aperto al dialogo. Si vede che è un allenatore giovane. È un vantaggio il fatto che sia giovane? Secondo me sì, perché se hai un gruppo che sa non approfittarsi di questa cosa, e noi siamo un gruppo che non lo fa mai, diventa un valore aggiunto. Anzi, siamo molto partecipi e cerchiamo di dargli una mano, così come lui cerca sempre di darla a noi. Credo che questo sia un plus".

Sezione: News / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 15:15
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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