L'Inter non perdona, approfitta del pareggio del Napoli contro il Verona e allunga a +4 sulle inseguitrici in attesa del Milan, in campo domani sera a San Siro contro il Genoa. Chivu torna a Parma e applica la 'legge dell'ex' risolvendo la pratica con un gol per tempo: Dimarco e Thuram firmano un 2-0 pesante che profuma di continuità e consolida il primato. E domenica sera c'è la sfida contro i campioni d'Italia cerchiata in rosso nel calendario.

Turnover moderato per il tecnico romeno: le novità di formazione sono Carlos Augusto in difesa, Sucic e Mkhitaryan a centrocampo ed Esposito, promosso dal 1' al fianco dell'intoccabile Lautaro in attacco. La notizia dello stop di Conte arriva poco prima dell'ingresso in campo e carica i nerazzurri, che prendono subito in mano il pallino del gioco nella nebbia del Tardini affacciandosi dalle parti di Corvi con il solito Lautaro, le incornate di Esposito e soprattutto con l'insapettato destro a giro di Bisseck, sporcato sulla traversa dal portiere gialloblu. È la prima vera occasione da gol del match che anticipa la seconda, cestinata poco dopo di testa dal Toro da ottima posizione. Nel mentre anche Calhanoglu inizia a prendere la mira. Le tante occasioni non sfruttate rischiano però trasformarsi in beffa intorno alla mezzora, quando Ondrejka centra l'incrocio dei pali e pareggia il conto dei legni nel primo tentativo verso la porta di Sommer. Il conteggio si riporta però subito di nuovo dalla parte dell'Inter, con la girata di Esposito che sbatte ancora sulla traversa. L'Inter domina e va vicina al gol anche con Calhanoglu e Lautaro, ma non basta. Almeno fino al 43', quando il gol finalmente arriva con il destro dell'ex Dimarco che, da posizione defilata, raccoglie la sponda di Esposito e beffa Corvi baciando il palo. L'Inter riesce a sbloccare una partita scomoda e va al riposo con un vantaggio meritato. 

Il Parma inizia il secondo tempo abbozzando una pressione più alta e con Delprato che prova a dare un segnale con un colpo di testa impreciso, l'Inter non si spaventa e viene fuori con la qualità racchiusa nel mancino di Sucic smanacciato da Corvi. E con la pressione alta riprende a schiacciare i gialloblu. Cuesta corre ai ripari inserendo Ordoñez e Almqvist, ma è ancora l'Inter a rendersi pericolosa con Mkhitaryan e Esposito. La più grande occasione arriva però sui piedi di Sucic, che a tu per tu con Corvi spara incredibilmente a lato. Chivu richiama in panchina lui (non per punizione) e Calhanoglu, inserendo la freschezza di Barella e Zielinski. La nebbia si fa sempre più intensa, Cuesta butta nella mischia anche Estevez e Cutrone mentre Chivu inserisce Thuram per Esposito. Il Parma prova ad alzare il baricentro con azioni confuse, l'Inter gestisce i ritmi con il possesso e ci prova ancora con Lautaro, ma il tentativo è molle. Il capitano lascia poi il posto all'ex Bonny, mentre Luis Henrique viene invece rimpiazzato da Acerbi. Cremaschi è l'ultima carta che si gioca Cuesta. Nel pieno recupero arriva il raddoppio di Bonny, annullato però per un tocco di mano di Thuram a inizio azione. Nessun problema: pochi secondi dopo è proprio Tikus a chiudere i giochi in ripartenza con il mancino che vale il definito 2-0 nerazzurro. E una vetta che si fa sempre più solida. 

Sezione: Focus / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 22:50
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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