SOMMER 6 - Soffia sul pallone quando Odgaard lo colpisce di testa in quella che è davvero l'unica grande occasione per gli ospiti prima che il risultato si tinga di nerazzurro. Per lo svizzero la serata è soprattutto gestione del pallone con i piedi, e svolge il proprio compito senza troppe difficoltà. Peccato che non porti a casa il clean sheet, sulla zampata di Castro per quanto ravvicinata va in modo un po' goffo. Ma nulla per cui non diormire stanotte.
BISSECK 6,5 - Rieccolo al suo meglio, quando non perde mai contatto visivo con chi prova a puntarlo e non accetta mai di essere saltato a costo di farsi giustizia fisicamente. Nel primo tempo bada molto al sodo, rimanendo dietro e saltando la mediana solo quando si presenta l'occasione. Nella ripresa, con il risultato messo in cassa, si prende anche qualche lusso tecnico che strappa applausi al pubblico. Sempre più a proprio agio.
AKANJI 6,5 - Un solo errore, a inizio ripresa, che l'Inter non paga, in un contesto in cui guida la difesa con personalità e sicurezza, contenendo Castro oppure Odgaard all'occorrenza e guidando la costruzione dal basso sempre a testa alta e senza incertezze. Puntuale negli anticipi, è bravo a dare linee di passaggio ai compagni quando vengono presi alti e ogni tanto si affaccia nella metà campo del Bologna.
BASTONI 6,5 - Un po' troppo nervoso per i suoi standard da bravo ragazzo, l'ammonizione esagerata nel primo tempo ne complica la gestione emotiva della gara e lo rende più spigoloso, non proprio l'atteggiamento che gli calza meglio. All'atto pratico però fa il suo in entrambe le metà campo e di testa da corner va vicino al gol con il classico movimento stile Perisic. Nella sua zona per il Bologna c'è davvero ben poco da fare. DAL 75' CARLOS AUGUSTO SV.
LUIS HENRIQUE 6 - Chi asi aspetta dribbling ubriacanti o trivele brasiliane continuerà a rimanere deluso, chi invece riesce ad andare oltre e a constatare l'atteggiamento del brasiliano, sempre propositivo e con una pulizia tecnica troppo sottovalutata, senza dubbio sarà soddisfatto della sua prova contro il Bologna. Unico responsabile della fascia destra, non si nasconde ed entra subito in partita senza mai disconnettersi. Presenza costante, a volte silenziosa, ma rassicurante sulla sua fascia.
BARELLA 6 - Prosegue nel suo trend del 'boh'. Non si capisce come mai nonostante una mole di lavoro enorme, chilometri percorsi senza mai prendersi una pausa e la tendenza all'onnipresenza quando c'è da fare delle scelte prema sempre il pulsante sbagliato. Ovviamente toccando tanti palloni è normale che qualcuno possa gettarlo alle ortiche, ma quando arriva in zona calda gli manca sempre la misura sia nell'esecuzione sia nelle letture. Però fa tanto per la causa e non si può negare. DAL 67' MKHITARIAN 6 - Impiega poco a entrare nel vivo del gioco e soprattutto negli ultimi 25 metri fa valere la propria freschezza.
CALHANOGLU 6,5 - Come a Bergamo, agisce molto più basso ma non disdegna di alzarsi di qualche metro spostando in avanti il baricentro della squadra. Gli capita così di impegnare Ravaglia con un sinistro tanto sporco quanto velenoso. Nonostante Odgaard abbia indicazione di schermarlo, riesce a ricevere spesso libero e a smistare la posta senza troppi fronzoli, velocizzando se necessario o rallentando quando lo ritiene opportuno. Non manca il solito lavoro di filtro, indispensabile, così come l'ennesimo assist da corner. DAL 67' SUCIC 6 - Poco da fare con il risultato in saccoccia, si limita a mettere da parte minuti di gioco che ultimamente gli sono mancati, rispettando le consegne.
ZIELINSKI 7 - In questo momento è il centrocampista dell'Inter più in forma, non si accettano discussioni in merito. Sulla scia della buona prestazione di Bergamo, prosegue anche contro il Bologna il suo stato di fiducia che lo porta a girovagare per il campo e a farsi rispettare sia con il pallone tra i piedi sia senza. Perché il polacco oggi esegue anche le preventive, vedere per credere. A questo aggiunge il sinistro al fulmicotone che sblocca lo 0-0 a coronamento di una bellissima azione corale.
DIMARCO 6,5 - Decisamente meglio rispetto a Bergamo, dove è sceso in campo con il freno a mano tirato a mezza altezza. Nell'inizio spinto dell'Inter è tra i porotagonisti, con una presenza costante a sinistra negli ultimi metri e un paio di palloni assai invitanti messi in area. Con il trascorrere dei minuti abbassa il proprio raggio d'azione e attacca saltuariamente la profondità, impegnandosi soprattutto nelle coperture (decisiva una sua diagonale su Odgaard). Nonostante l'abnegazione dietro, trova il tempo nella ripresa di creare scompiglio tra le maglie bianche e sfiorare la magia su punizione.
MARTINEZ 7,5 - Tuttofare, come sempre. Crea, tira, combatte, subisce falli, pressa, guida. Leader in ogni iniziativa, movimento, atteggiamento. Non dà per perso nessun pallone, premia i tagli dei compagni, aggredisce la profondità. Tutto con un dito dolorante per un pestone di Heggem dopo pochi secondi di gioco. Un dolore che evidentemente alimenta il suo fuoco quando in altri lo spegnerebbe. E poi segna nel momento più opportuno, perché è il capocannoniere. DAL 75' ESPOSITO SV.
THURAM 7 - Ondivago, tra la forma e il contenuto, tra l'essenziale e il superfluo. Ingaggia un duello tutto muscoli e velocità con Lucumì che più volte ha la meglio, però con un colpo di tacco rende imprevedibile l'azione che porta al vantaggio firmato Zielinski. Bravo a difendere il pallone, ha vita più semplice nella ripresa con l'uscita del colombiano e serve a Lautaro l'assist per il comodo 3-0 che l'argentino manda sulla traversa. Non sembra in gran spolvero fisicamente ma si fa apprezzare per tante piccole cose e alla fine la dea bendata gli stringe la mano. DALL'82' LAVELLI SV.
ALL. CHIVU 7 - Intasca la propria rivincita su Italiano, che pochi giorni fa lo ha privato della finale di Supercoppa italiana, e lo fa mettendo sotto il Bologna sul piano del gioco, forse ancora più nettamente rispetto a Riad. Sin dall'inizio l'Inter domina e crea tante occasioni, sprecandone un'infinità. Stavolta però la qualità porta anche, nel lungo andare, alla concretezza e il primato in classifica è al sicuro per altri tre giorni. La scelta di puntare sull'undici di Bergamo paga enormi dividendi e questa versione di Zielinski è anche merito suo.
BOLOGNA: Ravaglia 6,5, Holm (dal 68' Zortea 6), Heggem 6, Lucumí 5,5 (dal 46' Viti 5,5), Lykogiannis 5,5, Moro 6 (dal 46' Pobega 6), Ferguson 6, Rowe 5,5, Odgaard 6 (dal 79' Freuler sv), Cambiaghi 5,5 (dal 68' Orsolini 5,5), Castro 6. All. Italiano 5,5
ARBITRO: GUIDA 5,5 - Falsa partenza, risparmia a Moro un giallo da regolamento, poi ne estrae due a Calhanoglu e Bastoni con molta facilità indispettendo l'ambiente. Più passa il tempo più alcune decisioni non convincono, soprattutto per mancanza di coerenza con quelle precedenti. Non era una gara difficile e non ci sono stati episodi arbitrali significativi, però non merita la sufficienza.
ASSISTENTI: Ceccon 6 - Laudato 6
VAR: Ghersini 6
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