Simone Inzaghi torna a parlare del suo passato all'Inter. In un'intervista rilasciata a Il Giornale, l'attuale tecnico dell'Al-Hilal ha ricordato la sua parentesi sulla panchina nerazzurra. "Quale partite rigiocherei? La finale di Istanbul, meritavamo di più. Siamo andati vicino a un miracolo sportivo contro la squadra più forte dell’ultimo decennio", le parole di Simone.

"All’Inter ho vissuto 4 anni meravigliosi. Abbiamo vinto 6 trofei, giocato 2 finali di Champions e siamo rimasti sempre competitivi, anche in un periodo nel quale il club doveva essere molto attento sul mercato. La dirigenza è stata bravissima, risanando un bilancio vicino al collasso e a me non hanno mai nascosto nulla. Non ho mai vissuto queste difficoltà come un alibi, sono stati uno stimolo. Abbiamo costruito, fatto crescere giocatori, creato valore e dato all’Inter una mentalità ancora più forte", ha poi aggiunto.

Serie A e futuro: le parole di Inzaghi

Inzaghi afferma che seguirà il campionato italiano. "Le tv saudite trasmettono solo Premier, Liga e Champions, ma ovviamente mi sono organizzato con le app e quando posso mi vedo tutte le partite di Serie A. Inter favorita? Sulla carta sì, ma poi c’è il campo. e le squadre competitive sono molte, dal Milan, al Napoli, dalla Juventus alla Roma e al Como", le parole del tecnico.

E sul futuro si sbilancia. "Sono molto dentro al presente, il futuro può aspettare. Qui ho tutto e voglio dare tutto a questo club. L’anno scorso siamo stati l’unica squadra imbattuta al mondo, quest’anno vogliamo alzare nuovi trofei. L’Italia è nel mio cuore, l’Europa sarebbe un grande stimolo. Il mio inglese è migliorato molto, la lingua non sarebbe un ostacolo».

Tema Nazionale

Inzaghi ha parlato anche dei Mondiali di calcio e del futuro della Nazionale azzurra."Mi sono piaciuti, il livello è stato alto. Belli da vedere per i tifosi e anche per un allenatore come me. Grande Spagna, che non ha tradito se stessa nemmeno nelle difficoltà e ha vinto con merito. E Rodri merita un altro Pallone d’Oro, perché è uno che non pensa a fare vedere quanto è bravo, ma a fare giocare meglio la sua squadra. Nel 2030 tornerà a esserci anche l’Italia? Auguriamocelo. Abbiamo il miglior punto di partenza possibile: la passione di una intera nazione, è ora di non disperdere oltre questo patrimonio".

Su Malagò e Mancini: "Il neopresidente ha tanta esperienza, Roberto è stato mio compagno di squadra e poi mio allenatore. Ha già vinto, sa come si fa, come si crea un gruppo. In un momento delicato, esperienza e serenità possono aiutare molto, per questo credo che anche Ranieri sarà prezioso. Poi però ci sono da fare le riforme, perché il calcio italiano non è solo la Nazionale. Serve un lavoro lungo: formazione dei ragazzi, qualità degli allenatori delle giovanili, spazio reale ai ragazzi italiani, dialogo continuo tra federazione e club. Per questo credo che anche il lavoro di Maldini e Leonardo sarebbe stato importante».

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 09:40
Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.