Due partite da titolare, entrambe contro i Paesi Bassi, entrambe chiuse con una sconfitta per 2-1 ed entrambe a sentire il triplice fischio dalla panchina, perché sostituito nella ripresa. Bilancio agrodolce quello di Aleksandar Stankovic in questa sosta dedicata alla Nations League. Il centrocampista dell'Inter ha ottenuto la fiducia del CT Veljko Paunovic, che nel match di andata a Belgrado e in quello di ritorno a Eindhoven gli ha concesso rispettivamente 59 e 66 minuti sul rettangolo di gioco, sostituendolo sempre con Nemanja Maksimovic e ottenendo in cambio prestazioni sufficienti, senza infamia né lode. Decisamente peggiore il bilancio della Nazionale serba, sconfitta in tutte e quattro le partite disputate, pur senza subire alcuna imbarcata.

Tertium non datur

Stankovic può ritenersi soddisfatto soprattutto per l'impiego, considerando che arrivava da appena 15 minuti nelle sue prime 6 partite ufficiali con l'Inter. Il rischio di portarsi da Milano un po' di ruggine era dietro l'angolo, il classe 2005 invece ha retto discretamente, dimostrando di essere un elemento in grado di meritarsi un posto nell'undici titolare della Serbia. Ultimato l'impegno con la Nazionale, però, il centrocampista torna nella realtà nerazzurra, alle porte di uno snodo cruciale per lui e per la squadra. Senza più soste internazionali in agenda, la squadra di Cristian Chivu sarà chiamata a scendere in campo 9 volte nei prossimi 29 giorni, il classico tour de force a cui ormai ci si è abituati. E benché a centrocampo siano tutti disponibili in questo momento, con il ritorno in gruppo di Hakan Calhanoglu, l'allenatore avrà bisogno di gestire le energie dando però minutaggio a tutti e mantenendo alto il livello in campo. In parole povere, a ottobre Stankovic capirà se potrà essere una risorsa per la sua Inter in questa stagione, oppure se sarà meglio per lui iniziare a guardarsi intorno per non sprecare lo status raggiunto al Bruges la scorsa stagione, da titolare inamovibile. Tertium non datur.

Timbro notarile

Dopo tutto il padre Dejan, prima del suo ritorno a Milano, sottolineava che la cosa principale per il figlio, a questa età, è giocare con continuità, non importa dove. Tra l'altro, le recenti voci di mercato che hanno accostato all'Inter il giovane Alessandro Romano, come potenziale sostituto di Hakan Calhanoglu in caso di mancato rinnovo del turco, non rendono giustizia al serbo, tornato all'Inter con l'intenzione di ereditare proprio quel ruolo nel centrocampo nerazzurro, rifiutando anche proposte importanti dalla Premier League. Ad oggi non ha goduto di grande fiducia da parte di Chivu, che però è colui che meglio di tutti lo conosce e sa cosa può dare alla causa. Per questo la gestione del ragazzo da parte dell'allenatore rappresenterà una sorta di timbro notarile sul suo destino: valore aggiunto nell'immediato, pur senza pretese; oppure almeno 6 mesi altrove per trovare continuità e magari tornare con maggiore esperienza.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 10:46
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
vedi letture
Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.