L’emergenza legata al coronavirus non è ancora terminata. Anzi, temo proprio che ne avremo ancora per parecchie settimane, forse per mesi. Come scritto nei precedenti editoriali è giusto che sia così. La salute prima di tutto, quindi non forziamo le cose. Stiamo a casa – d’altronde mica ci siamo forzatamente arruolati e siamo partiti per combattere in Guerra come i nostri nonni – e aspettiamo fiduciosi nella vittoria contro questo virus bastardo.

Adesso, con tutto il tempo libero che abbiamo a disposizione – almeno molti di noi – possiamo tranquillamente pensare a quello che sarà. Per il benessere dei nostri cari. Per la società intera: mi sembra evidente che alcuni politici abbiano proprio dimostrato una incompetenza e una ignoranza ai limiti del ridicolo, quindi spero che eviterete di sostenerli in futuro. Per semplice voglia di svagarsi. E dato che il calcio è una mia passione, oltre che il mio lavoro, nessuno mi vieta di analizzare un po’ la rosa attuale e quella che sarà della Beneamata.

Ed ecco che mi esce automaticamente un sorriso naturale. La difesa è un bunker. De Vrij una certezza, Skriniar, nonostante qualche errore in questa annata resta una certezza. Bastoni tra 10 anni sarà uno dei Capitani della squadra. Handanovic resta una saracinesca e quando appenderà i guantoni al chiodo, qualora non si volesse spendere un euro, l’Inter potrebbe contare su Radu. O lanciare potenziali fenomeni come Brazao e il figlio d’arte Stankovic. Non male, no? A centrocampo, infortuni permettendo, Sensi ha dimostrato che quando sta bene fa la differenza. Certo, la condizione fisica è fondamentale. Ma i mezzi dell’ex Sassuolo sono sopra alla media. Barella è una garanzia: per interismo, dinamismo e potenzialità. E sono pure sicuro che una volta che Eriksen potrà giocare con continuità rispedirà le critiche ai vari mittenti. Vogliamo capire che uno può giocare bene anche senza segnare due gol a partita o fornire 3 assist? Vedrete quanti fegati scoppieranno. Un po’ come accaduto ai detrattori di Lukaku. O di Lautaro Martinez. Due degli attaccanti più forti del mondo, bollati come bidoni e tacciati di incapacità al primo errore.

Certo, la rosa può ancora ampiamente essere migliorata. E oggi, per evidenti motivi, non si possono prevedere con esattezza quello che sarà. Ma essere positivi, quello sì. Nessuno tanto pretende che se si dovesse riprendere a maggio l’Inter debba vincere il Tricolore. 

Battiamo il Covid-19, tutti insieme. Ricordiamoci che gli eroi sono quelli col camice, che rischiano la vita per salvare l’esistenza altrui. Stiamo in casa e se vogliamo svagarci pensiamo che l’Inter attuale non dista più anni luce dal primo posto. E che quindi, con qualche aggiustamento e i progressi giusti, il futuro nerazzurro sia radioso.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 03 aprile 2020 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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