Iniziamo con gli auguri, doverosi e sentiti, a tutti voi. Se FcInterNews resta il sito più apprezzato in ambito nerazzurro è anche merito vostro, che continuate a seguirci con affetto. Che il 2026 sia quindi un anno splendido, a livello calcistico e personale, per tutti.

Dopo un incipit vero, ma anche più che ruffiano, ecco un pensiero che credo troverà in disaccordo la maggioranza di voi, quello relativo alla fascia destra: fosse per me, non prenderei Cancelo, ma punterei su un altro calciatore. Non mi sono rincitrullito, sia chiaro. Ma penso che nell’immaginario collettivo sia ancora più che vivido – giustamente, ma senza tener conto del presente – il ricordo del Cancelo di anni e anni fa. Quel giocatore straordinario, dalla tecnica sublime, che arava la fascia ed era un idolo dei tifosi nerazzurri. Per un atleta che poi ha fatto bene anche alla Juve, al Barcellona, al City, con la sua nazionale.

Insomma, la forza di Joao è indiscussa. Il problema però oggi è che parliamo di un giocatore che con l’Al Hilal, negli ultimi mesi, ha collezionato solo due presenze nel campionato nazionale (facendo pure una sceneggiata poco edificante quando richiamato in panchina), per poi infortunarsi, disputare quattro incontri della Champions asiatica e non tornare più in campo nella Saudi Pro League per una questione di liste. Se Simone Inzaghi, che di calcio capisce eccome, preferisce puntare su altri elementi, ci sarà un motivo. Se Cancelo, le cui abilità tecniche sono sotto gli occhi di tutti, ha cambiato così spesso squadra nel corso della sua carriera, anche. Si dice abbia un carattere frizzantino, che non gli piaccia essere messo in discussione. E allora a marzo, quando tornerà Dumfries, il titolare di quella fascia, cosa si fa? Che si stoppi o meno la crescita di Luis Henrique poco mi importa, questo perché deve giocare chi è più forte, non chi potrà esserlo. Però temo – posso chiaramente anche sbagliarmi, ci mancherebbe – che Cancelo abbia già raggiunto da tempo il suo prime. E sia oggi più un nome, che un fuoriclasse con voglia di mostrare il proprio valore e dalla fame di vittoria vorace.

Certo, qualora tornasse nerazzurro sarei il primo ad accoglierlo in aeroporto, sperando pure in una bella esclusiva. Ma nutro comunque delle perplessità sull’operazione. Precisato che se poi desse un contributo fondamentale per vincere dei titoli non avrei problemi a scrivere: “Mi sono sbagliato”, credo anche che si debba guardare sempre avanti. Non indietro. Io un’eccezione l’avrei fatta – e la farei ancora – per Perisic, che sarebbe tornato a piedi a Milano e costava… ZERO! Altrimenti si punti su Palestra o su qualcuno pronto a provare a diventare grande e per parecchi anni con la maglia dell’Inter. 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 02 gennaio 2026 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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