Siamo stati i primi a svelarvi la data delle conferenze stampa di Chivu e Marotta (lunedì prossimo) come apertura della nuova stagione. Riparto quindi da questa esclusivetta, nulla di clamoroso, ma comunque una notizia interessante, per ragionare più a lungo raggio, tra particolarità positive e oggettività negative che non possono essere nascoste.

Partiamo dal pollice in su. Questa stagione, dopo non so nemmeno quanto tempo, vedrà ai nastri di partenza l’Inter con un blocco squadra assolutamente riposato a livello fisico. Se è chiaro che l’esclusione dei Mondiali è una delusione che verrà portata dentro per chissà quanto tempo, è ovvio che non partecipare al torneo abbia permesso a certi giocatori nerazzurri di ricaricare le pile. Per un mesetto abbondante di vacanza che ha riguardato tutti gli italiani, Carlos Augusto, Zielinski, Mkhitaryan, Pepo Martinez e Bisseck, tanto per fare qualche nome. Insomma, svariati titolari o co-titolari, hanno davvero potuto staccare la spina e pensare solo ai fatti propri. Non male, direi.

Nel frattempo però, e qui veniamo alle note dolenti, non è stato sostituito praticamente nessun partente. Solo Provedel, che oggi effettuerà le visite mediche e l’idoneità al Coni, è arrivato per occupare la casella di Sommer. Quelle di Darmian, Dumfries, De Vrij e Acerbi sono ancora vacanti.

Capisco – e qui faccio il copia e incolla di un mio tweet – che “se X è in vendita a 25, qualcuno prova a comprarlo a 15 e a te poi chiedono 30, è normale non sfoderare un sorriso a 32 denti”: il riferimento a Khalaili e alla trattativa tra Inter e USG è voluto. Non significa assolutamente affare saltato. Ma solo che servirà lavorare ancora prima di arrivare eventualmente a dama.

Meglio aspettare un po’ di più e avere il giocatore seguito e cercato, piuttosto che farsi prendere dalla fretta e condizionare dalla mediaticità di un possibile colpo – discorso che vale sempre, attenzione -, ricordandosi anche che quanto accaduto con Palestra può, a livello teorico, succedere in ogni trattativa.

L’importante, ribadisco, è azzeccare il colpo, anzi i colpi. Poi è lampante che prima metti a disposizione del tuo allenatore un nuovo innesto, prima potrà ambientarsi, capire cosa si voglia e così via.

Chi invece raggiungerà forse per ultimo i compagni di squadra è Lautaro Martinez. Ieri il Toro è entrato ed è stato determinante nella vittoria dell’Argentina sull’Egitto. Ecco, prendetelo come esempio per non farvi prendere dalla foga del momento. Pensate ai tifosi e alla stampa di parte pro Milan che per anni hanno sostenuto che Leao fosse un campione, molto più forte dell’argentino nerazzurro. Non solo il portoghese – che è un buon giocatore per carità, ma non vale mai 70 milioni – ha dichiarato apertamente di voler lasciare i rossoneri, dove tra l’altro disputerebbe l’Europa League e non la Champions, ma anche col Portogallo ha avuto qualche spunto e nulla di più. E i lusitani sono andati a casa (mica per colpa sua attenzione, ma se vuoi essere tra i migliori del mondo devi dimostrarlo sul campo, non a parole sui social).

Se però lo fai notare gli amici del Diavolo si offendono. Ecco, vale lo stesso identico ragionamento per il mercato. Precisato che Gila è forte e Gonzalo Ramos segnerà eccome – ma probabilmente è stato pagato troppo -, la narrazione odierna vuol far passare il Milan come prima squadra di Milano. Ma l’ultima classifica e la competizione europea da disputare dicono esattamente l’opposto.  

Chi ha cucito lo scudetto sul petto è l’Inter. I nerazzurri dovranno difendere il Tricolore. E allora, as usual, vanno bene le critiche costruttive, ma che non si esageri così tanto per il gusto di farlo.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 08 luglio 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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