"Sì, l’ho fatto. Ho chiamato Infantino. Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati. L’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere. Non sapevo neppure cosa diavolo fosse un cartellino rosso, poi ho scoperto che significa che non puoi giocare nella prossima partita. Allora ho detto: 'Stai scherzando!? Balogun è il nostro miglior giocatore. Come lo penalizzi per una partita che non è stata ancora giocata?'. Quindi ho detto: 'Penso che questa decisione dovrebbe essere riesaminata'". Queste le parole del presidente statunitense Donald Trump sullo scnadalo che sta sconvolgendo il Mondiale. Il numero uno degli Usa ha ammesso di aver contattato Gianni Infantino, presidente FIFA, al fine di far cancellare la squalifica per Folarin Balogun prima del match con il Belgio.

"Ho letto i commenti del pubblico in merito alla decisione del Comitato Disciplinare indipendente della FIFA relativa alla sospensione di Folarin Balogun e vorrei ribadire un principio fondamentale della governance della FIFA. Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della FIFA e decidono i casi sulla base delle normative applicabili e dei fatti specifici che si presentano loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l'integrità del calcio e deve essere sempre rispettata", ha puntualizzato Infantino, che poi ha comunque ammesso i dialoghi con Trump. "Sì, discuto regolarmente con il presidente degli Stati Uniti di questioni relative alla Coppa del Mondo e, a tal proposito, ho ricevuto una telefonata da Trump, così come ricevo telefonate da capi di stato, funzionari governativi, operatori del settore calcistico e dirigenti d'azienda di tutto il mondo su diverse questioni. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un procedimento legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della FIFA e che il caso sarebbe stato deciso a tempo debito dagli organi competenti. È così che funziona il sistema FIFA, ed è un principio che sosterrò sempre". 

Cosa si può dire se non restare scandalizzati? Tutto alla luce del sole, tutto decisamente troppo. Una puzza di impunità difficile da scansare. Un clima che rimanda ai tempi più cupi della storia dell'uomo, perché qui ovviamente non si tratta solo di calcio. Parliamo di rapporti di forza, di potere politico, di una macchina del torbido messa in moto con arroganza e strafottenza.  

Il calcio utilizzato come pretesto, ridotto a propaganda di chi pensa di possedere tutto e tutti. La passione di milioni di persone violentata senza soluzione di continuità. È il momento che si metta fine a questo scempio.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 07 luglio 2026 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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