Nella mia vita credo di aver intervistato in esclusiva – e non – praticamente tutti i più grandi campioni del calcio mondiale: one to one, mix zone, conferenze, ho avuto davvero il piacere di poter porre quesiti alle stelle del pallone di ieri, oggi e magari anche del domani. Ma in vita mia non avevo mai giocato insieme a un fuoriclasse riconosciuto a livello globale, che fosse nella mia stessa squadra o contro cambia poco. Ebbene, sono riuscito a togliermi questo sfizio qualche settimana fa, a Milano, affrontando il capitano dell’Inter del Triplete Javier Zanetti. Ed è stato particolarmente emozionante, ovviamente non solo per me ma per tutti i giocatori della gara, nonostante chiaramente per lui la partita non contasse praticamente nulla. L’occasione è stata il lancio di HONOR Watch 6, uno smartwatch che integra estetica e un monitoraggio continuo della salute, alimentato dalle più recenti funzionalità dell’intelligenza artificiale, con Zanetti nel doppio ruolo di testimonial e di giocatore di calcio a sette. In uno dei campi dell’Accademia Inter - in sostanza la presentazione di HONOR Watch 6 è avvenuta direttamente durante un match di allenamento tra due squadre “improvvisate” e dai toni più che amichevoli - Pupi ha giocato insieme (o contro) a giornalisti e influencer.

Che ci crediate o no, abbiamo segnato gli stessi gol, uno a testa, ma la mia squadra ha vinto contro la sua per 5-2 (ci sono le prove video perdinci bacco).

Devo dire che la scelta, quella di passare subito dalla teoria ai fatti, mirata al voler mostrare direttamente le funzionalità dello smartwatch, che nel frattempo ha raccolto i dati prestativi, dei chilometri percorsi, dell’esatta reazione del corpo agli sforzi effettuati, mostrando anche la heatmap delle zone predilette nel corso del match, mi ha anche permesso di tastare con mano quanto la tecnologia possa essere importante nel mondo del calcio e non solo. I dati sono e saranno importanti se utilizzati bene, zero dubbi su questo. 

Ho pure particolarmente apprezzato come tutti siano entrati in azione con una maglia albiceleste a richiamare ovviamente l’Argentina – al centro della divisa il logo della Fondazione Pupi – per un’esperienza letteralmente sul campo che ha unito sport, lavoro, innovazione e divertimento.  

A mente fredda posso però tranquillamente affermare come Zanetti sia stato uno dei migliori acquisti di tutta la storia dell’Inter. Arrivato a Milano da sconosciuto – il connazionale Rambert, di ruolo attaccante -, sarebbe dovuto essere la prima scelta – è diventato una leggenda nerazzurra.

Ecco quindi come si rappresentano al meglio e nel concreto le parole di Ausilio, quelle sulla mediaticità e sulla funzionalità dei calciatori da cercare sul mercato. Tutti, giustamente, sognano i fuoriclasse. Io compreso preferirei raccontare di un’Inter su Haaland e Yamal, piuttosto che su profili magari non così caricanti, almeno in un primo momento.

Ma non vi voglio prendere in giro. E voi dovete pretendere di non farvi prendere in giro. 

In questo momento storico i campioni affermati e nel prime della loro carriera sono irraggiungibili per i club italiani. Se poi volete credere a chi scrive cose diverse per like e interazioni, il problema è vostro.

Ecco perché col giusto mercato l’Inter – per quanto mi riguarda – potrà restare davanti a tutti in Italia senza nemmeno svenarsi più di tanto. Per competere in Europa servirebbe sicuramente qualche profilo differente. Ma si diceva così anche quando arrivò Inzaghi. Nessuno pretende la quarta, ma il sogno di arrivare lontano, proprio perché di sogno si tratta, resta.

Ecco perché dovete pretendere dai nuovi arrivi alcune caratteristiche comuni: fame di vittoria, voglia di appartenenza, desiderio di stupire, obiettivo di entrare con prepotenza nella storia dell’Inter. Come hanno fatto Sommer, Darmian, De Vrij e Acerbi, ieri salutati sui canali ufficiali. E come i tifosi devono sperare facciano chi indosserà la maglia nerazzurra.

E chi lo sa che tra qualche anno non ci sia una nuova sfida tra stampa, ex atleti, personaggi dello spettacolo e dei social capace di emozionare chi non ha potuto vivere in prima persona e sul campo le emozioni di essere stato un calciatore professionista di un top club mondiale come quello nerazzurro…

Sezione: Editoriale / Data: Mer 01 luglio 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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Studio. Ricerca. Passione. Sogni e ricerca della realtà. Se c’è una storia interessante, mi piace ascoltarla e raccontarla. Giornalista professionista. Interviste esclusive, mix zone, match internazionali e appostamenti di mercato sono il mio pane quotidiano.