"Ho sempre dato il massimo, sia quando il mio nome era tra i protagonisti sia quando il contributo richiesto era più silenzioso, perché credo che l’amore per una squadra non si misura dai minuti giocati, ma dall’impegno e dal rispetto che si dimostrano ogni giorno". La frase, da scolpire nella pietra, è contenuta nel messaggio d’addio all’Inter di Stefan de Vrij. Uno dei quattro senatori che hanno salutato la Milano nerazzurra lo scorso 30 giugno, all’atto della scadenza del loro contratto. Con lui hanno fatto le valigie per limiti d’età Yann Sommer, Francesco Acerbi e Matteo Darmian. Colonne portanti dello spogliatoio che negli anni di militanza ad Appiano Gentile hanno saputo interpretare il ruolo che veniva richiesto loro con amore per la causa, senza personalismi. Hanno attraversato due presidenze, cambi in panchina e condiviso momenti intensi con compagni di squadra più o meno fedeli alla maglia. Giocatori arrivati con un’esperienza già importante alle spalle che a Milano si sono completati dal punto di vista calcistico e umano. C’è chi ha messo su famiglia, la sua personale, e nel frattempo contribuiva a crearne una ad Appiano Gentile. Ora quella famiglia ha perso quattro membri preziosi, senza contare che a breve, sarà orfana pure di Denzel Dumfries, che a proposito di separazioni dolorose ha dovuto recentemente dire bye bye agli Stati Uniti d’America in seguito all’eliminazione precoce della sua nazionale dal Mondiale. La separazione era già stata sancita, paradossalmente, il giorno del rinnovo, quando nell’accordo fu inserita la clausola rescissoria da 20 milioni di euro. Un’occasione troppo golosa per non essere sfruttata da qualche top club. L’anno scorso ci provò il Barcellona, ma desistette subito, quest’estate, con la benedizione di José Mourinho, il Real Madrid ha attivato questa opzione e si è garantito un laterale solido per una cifra ridicola visti i tempi che corrono. La separazione, ancora da ufficializzare, è stata gestita con tatto dal giocatore che, nel ritiro degli Orange di Kansas City, non ha mai voluto parlare del suo trasferimento imminente, neanche di fronte all’insistenza dei giornalisti. Non ha mai mancato di rispetto all’Inter né tantomeno ai suoi tifosi a cui, a tempo debito, dedicherà le migliori parole possibili per certificare il distacco fisico. Il legame con l’ambiente rimarrà intatto, il suo esempio dentro e fuori dal campo sarà l’eredità che lascerà a chi rimane. Ora toccherà a Lautaro Martinez e Nicolò Barella trasmettere l'interismo ai giovani e ai nuovi acquisti. Con loro ci sarà pure Henrikh Mkhitaryan, l’eccezione alla regola degli elementi della rosa anagraficamente a fine ciclo, che ha deciso di dare una mano per un’altra stagione. In che modo lo dirà il tempo, così come sarà il periodo da qui a settembre a chiarire come Piero Ausilio e il suo gruppo di lavoro vorranno colmare certe lacune della rosa. Che, se non si fosse capito, non solo sono tecniche e tattiche.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 02 luglio 2026 alle 00:00
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.