"C’è distanza" è una delle espressioni tipiche utilizzate durante il calciomercato per parlare del gap economico tra la domanda e l’offerta per un giocatore, una di quelle che finiscono per diventare stucchevoli quando vengono ripetute per tot giorni dando l’impressione che le trattative siano infinite. In realtà, i tempi delle contrattazioni non sono mai biblici, semmai ciclici, nel senso che succede che, qualche volta, il tal club segua il giocatore x magari per due o più sessioni ma in contesti che cambiano nel corso dei mesi. Nessun dirigente professionista si immagina di parlare con la sua controparte dello stesso obiettivo, che ha lo stesso costo, proponendo un’identica strategia per ingaggiarlo. Si potrebbe dire che c’è distanza tra la realtà e quello che viene raccontato.

Tutto nella norma, impossibile pretendere di fotografare fedelmente un negoziato tra due società senza il filtro delle fonti, attori magari coinvolti che raccontano la loro verità che non è per forza La verità. In questo balletto di informazioni, più o meno aderenti ai fatti, le versioni mediatiche spesso divergono e spiazzano il lettore che non sa come muoversi in questo oceano di notizie, non sempre degne di questo nome. Allora non rimane altro da fare che restare fermo, sedersi e cominciare a scrollare il telefono in attesa di aggiornamenti, veri o presunti, sapendo in cuor suo che comunque vada si parlerà di 'telenovela'. Sì, perché dal primo gradimento all’offerta ufficiale magari non ci sono mosse formali tra le parti per dei mesi, tempistica che si scontra con l'aggiornamento bulimico dei media che non possono permettersi di rimanere fermi. I giornalisti, quindi, si attrezzano di conseguenza preparandosi a sfoggiare il vocabolario per romanzare il nulla con locuzioni come ‘in standby’, ‘si scalda’, ‘si raffredda’, ‘accelerata’, ‘frenata’ e così via.

Prendete, per esempio, il caso di Marco Palestra. In ottica Inter se ne parla ormai da dicembre, ovvero quando si è saputo che alcuni osservatori lo tenevano d’occhio per un eventuale colpo. Discorso che è rimasto sottotraccia per un po’, almeno mediaticamente parlando, anche perché a gennaio era salito agli onori delle cronache il nome di Joao Cancelo per un possibile ritorno in prestito per coprire il buco lasciato da Denzel Dumfries, ai box per infortunio. E proprio il destino dell’olandese, promesso sposo del Real Madrid, che ha deciso di acquistarlo pagando la clausola rescissoria, è il motivo per cui il giocatore reduce dal prestito al Cagliari è tornato di moda. L’Inter ha l’esigenza di sostituire Dumfries, e questo è un fatto, la deduzione giornalistica è stata: Palestra è l’unica opzione possibile a livello di narrazione. Sicuramente è la pista preferita del club, questo è stato confermato pure dai dirigenti più o meno direttamente, ma gli ostacoli ci sono. Prima di tutto uno: il prezzo. Ecco, qui torniamo alla distanza di cui sopra. Una vecchia storia tra Inter e Atalanta, considerando il precedente Lookman. La prima proposta da 45 milioni di euro formulata da Viale della Liberazione non basta alla Dea che, anche considerando il forte interesse dall’estero per il nativo di Buccinasco, ne vuole molti di più, probabilmente attorno ai 55, bonus inclusi. Qualche collega direbbe che l’Atalanta è 'bottega cara', per usare un’altra espressione inflazionata del calciomercato. Meno peggio, comunque, di 'budget' e di 'tesoretto'.

Semplicemente c’è una differenza di vedute sul valore del cartellino del calciatore, nel più classico gioco delle parti in cui i soggetti in causa pensano di poter concludere un affare alle loro condizioni. Come andrà a finire nessuno lo sa, anche se qualche 'esperto' potrebbe sbilanciarsi e sfoderare la famosa 'intesa a metà strada'. Un modo artefatto di azzerare le distanze che finisce per aumentare quelle del pubblico dal carrozzone chiamato calciomercato. C'è distanza, sì, tra calcio e mercato. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 00:00
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.