Manca esattamente un mese all'esordio stagionale contro il Monza. Venti luglio oggi, venti agosto tra trenta giorni. Sulla carta il tempo per completare la rosa non manca. Il mercato chiuderà soltanto il 1° settembre e c'è ancora oltre un mese per consegnare all'allenatore gli innesti necessari. Ma il calendario e la percezione non sempre viaggiano sulla stessa linea.

Ad oggi l'Inter è ancora incompleta. Servono almeno due difensori, un esterno e resta da capire se arriverà anche un centrocampista (il settimo del roster con Mkhitaryan). Lacune evidenti che, almeno in parte, prescindono dalle cessioni: per l'esterno e per almeno uno dei due difensori i posti in organico sono già liberi dopo gli addii degli ultimi mesi. È chiaro, però, che le uscite consentirebbero di aumentare il margine economico per migliorare le offerte destinati ai principali obiettivi.

Ed è proprio qui che nasce il nodo principale del mercato nerazzurro. Le cessioni non decollano. Frattesi e Asllani sono al lavoro in Germania nonostante da tempo vengano considerati fuori dal nuovo progetto tecnico. Il caso Pavard, invece, resta tutto da decifrare. L'idea iniziale era quella di trovare una nuova sistemazione, tanto che la procura è stata affidata a Pastorello. Tuttavia, la rivoluzione in difesa, con gli addii di Acerbi, Darmian e, successivamente, de Vrij, potrebbe cambiare gli scenari. E il francese starebbe cercando di sfruttare proprio questa situazione per ritagliarsi un ruolo nella nuova Inter.

Dal quartier generale nerazzurro e dalla Germania, però, il clima resta sereno. La società continua a lavorare lontano dai riflettori, evitando proclami e trattative trasformate in spettacolo mediatico. Una linea diversa, probabilmente anche figlia delle delusioni maturate in alcune operazioni sfumate, come quelle che portavano a Palestra e Khalaili. A quanto pare il budget esiste ed è anche consistente, con la convinzione di poter chiudere operazioni di primo piano quando arriverà il momento giusto.

Eppure è sbagliato ignorare il sentimento della tifoseria. La preoccupazione è comprensibile, perché il tifoso giudica ciò che vede. E, finora, i fatti raccontano di un'Oaktree che non ha mai realmente superato la soglia dei 25 milioni di euro per un acquisto, pur avvicinandosi in più occasioni. In questo contesto, la prudenza rischia facilmente di essere interpretata come immobilismo, mentre la lentezza può trasformarsi, agli occhi dell'esterno, in confusione.

Ci sono poi motivazioni tecniche che invitano alla calma. Alcuni dei principali obiettivi di mercato, come Spence o Romero, hanno disputato il Mondiale e sarebbero comunque disponibili soltanto nella seconda settimana di agosto. Il punto, però, resta uno. Tra un mese si gioca Inter-Monza. E mentre il mercato concede ancora tempo, il campo no. Chivu deve programmare una stagione, costruire automatismi, definire gerarchie e plasmare una squadra che oggi è ancora un cantiere aperto. Il tempo c'è, ma da questo momento in poi, ogni giorno che passa pesa un po' di più.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 20 luglio 2026 alle 00:00
Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.