Siamo quasi a fine luglio. L’Inter di fatto ha acquistato solo Provedel, anche se è tornato Stankovic ed è stato pure riscattato Akanji. Sono andati via Sommer, de Vrij, Acerbi, Dumfries e Darmian. Poi, tecnicamente, si potrebbero citare pure altre operazioni in entrata e in uscita, ma il senso non cambia. I nerazzurri sono in ritardo nel calciomercato. Sulla destra, per motivi sicuramente differenti, sono saltati sia Palestra che Khalaili, ed è chiaro come ora non si voglia, né forse si possa, sbagliare. Ecco, allora torniamo sul modus operandi del club campione d’Italia, quello della “zero fretta”, sempre e comunque. In questo caso posso essere anche d’accordo. Comprare tanto per comprare è sbagliato a prescindere. Seguire l’onda mediatica per accontentare nel breve periodo i tifosi sarebbe più che sbagliato. Ma attenzione: se si vuole davvero un giocatore, non sono quei 2-3-5 milioni che fanno la differenza.

Il discorso è diverso se non sei convinto e se la forbice tra domanda e offerta è ancora più netta. E allora mi aspetto dal mercato che si arrivi a un profilo, anzi a più profili in più ruoli, che soddisfino tutti. E quando scrivo tutti, significa tutti, da Chivu ai dirigenti interisti. Non so quanto sarà facile operare visto i paletti della proprietà, per questo scarterei anche profili come quello di Romero, che guadagna un sacco e di cartellino costa 50 milioni. Nel frattempo però voglio credere che il lavoro nel ritiro in Germania a Donaueschingen stiano iniziando a dare i suoi frutti per svariati calciatori. Nella Foresta Nera, in una cittadina dove sostanzialmente non c’è niente, vi posso assicurare che l’amore per l’Inter si percepiva eccome. Ovviamente non possiamo parlare di migliaia e migliaia di tifosi, perché la location era quella che era, però i sostenitori nerazzurri, a prescindere, vogliono sognare con la Beneamata.

Un signore, proveniente addirittura dall’Abruzzo, in vacanza con la moglie, scherzando ha detto ai giornalisti: “Amo più l’Inter, di lei”. Col sorriso e la consapevolezza però che stava unendo l’utile al dilettevole. È quindi comprensibile essere preoccupati per un mercato che non si stappa, ma i conti, come sempre, si fanno a fine estate. E per capire chi avrà avuto davvero ragione l’appuntamento è a maggio. Sicuramente la rosa verrà rinforzata, altrimenti altro che critiche (da parte di tutti). Adesso però l’importante, anche se voi non ci credete, è proprio quello che accade nel centro sportivo di Aesen. È lì che non sono concessi ritardi, perché una buona preparazione è una parte fondamentale e trainante di tutta un’annata. Per quanto mi riguarda, pensate un po’, prenderei due difensori, due esterni, un centrocampista e una punta. Il tutto vendendo più di un elemento, alcuni magari pure non così scontati, e dando fiducia pure a qualche ragazzo che nessuno o quasi oggi considera essere da Inter.

Per fortuna, anche in questo caso, il verde sarà l’unico giudice supremo.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 22 luglio 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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