Ivan Provedel, Aleksandar Stankovic, Yannis Massolin. Per ora il mercato dell'Inter è fermo a questo. Parliamoci chiaro, la rosa è già competitiva e per buona parte completa, servono solo alcuni ritocchi e alcuni innesti, soprattutto per andare a coprire le partenze, come ha detto anche Marotta nella conferenza di apertura della nuova stagione, qualche giorno fa. Però è anche preoccupante, a un mese dall'avvio del campionato, che l'Inter non abbia ancora piazzato i suoi colpi migliori. Che, inutile giraci intorno, riguardano principalmente due reparti: l'esterno destro e la difesa.

Quella dell'esterno destro è una telenovela che oramai si protrae da diverse settimane e che sta assumendo quasi i contorni di una maledizione: l'Inter prima perde Denzel Dumfries, sfilato dal Real Madrid grazie a una precedente clausola da 20 milioni. Individua in Palestra il sostituto ideale, tutto apparecchiato con l'Atalanta e il giocatore, poi si inserisce il Chelsea e soprattutto il suo procuratore (come sottolineato volutamente anche da Marotta ancora nella suddetta conferenza) che convincono l'esterno italiano che la pista inglese è la migliore per la sua carriera. Tutto da rifare, si individua allora in Khalaili il sostituto giusto, parti concordi, tutti felici, addirittura il giocatore arriva in Italia e si presta alle classiche foto per le visite mediche di rito. Ma stavolta è il Coni a bloccare tutto: incongruenze nei test cardiaci, rigidissimi in Italia, ne impediscono il tesseramento e così anche l'ingaggio dell'israeliano salta e torna all'Union Saint-Gilloise, dove ha già cominciato serenamente la preparazione precampionato.

Sembra una macumba, intanto le soluzioni valide su quella fascia scarseggiano e si riducono, l'Inter fa un altro tentativo con Spence, reduce da un Mondiale strepitoso e inaspettato, ma la richiesta del Tottenham gela tutti: 50 milioni o giù di lì. Vero è che l'Inter aveva stanziato quella cifra per Palestra, ma per un giocatore che fino a pochi anni fa giocava nel Genoa, che non lo ha riscattato per 10 milioni perché non ritenuto idoneo, e che ha visto schizzare il suo valore solo nell'ultimo anno, e ancor più dopo l'ultimo Mondiale, sono sembrati troppi per le strategie nerazzurre. A questo punto, se proprio si deve spendere quella cifra, hanno pensato in Viale della Liberazione, meglio stanziarla per un giocatore che possa fare davvero la differenza, come Romero, sul quale si stanno spostato ultimamente gli sforzi della dirigenza. Giocatore di maggiore affidamento, di buon curriculum, che conosce già la serie A, e in uscita dal Tottenham. Al contrario di Spence che, ancora il Tottenham, non ha intenzione di vendere e allora può permettersi di sparare anche cifre altissime se proprio deve rinunciarci.

Tutto giusto, a livello strategico, ma il tifiso interista si pone però un altro problema: è giusto concentrare così tanto budget su un quinto centrale, quando sulla corsia di destra in questo momento si hanno solo Luis Henrique e volendo un Diouf adattato? È vero che Pavard è sul mercato, che Bastoni ha diversi estimatori (ma l'Inter non vorrebbe cederlo) e quindi certi restano solo Akanji e Bisseck, viste le partenze di De Vrij, Acerbi e Darmian, ma numericamente io vedo l'urgenza sulla destra, più che al centro. Pavard potresti anche tenerlo e cercare altre due figure per completare il reparto, ma se dovessi fare un investimento grosso, e concentrare i miei sforzi sul mercato, io lo farei sulla corsia di destra in questo momento. È vero che sono saltati in maniera quasi surreale tutti gli obiettivi invidituati fin qui, ma la 'fantasia' cui dovrà affidarsi Ausilio in sede di mercato (come ha detto Marotta) per sfruttare magari qualche occasione negli ultimi giorni di trattative forse sarebbe meglio tenerla per il ruolo di centrale, e andare ora diretti su un altro obiettivo all'altezza di quelli cercati fin qui. È vero che occasioni possono sorgere anche in quel settore, è vero che anche la difesa ha bisogno di puntelli, ma per una squadra che vuole competere in quattro direzioni (Supercoppa, Scudetto, Coppa Italia e Champions) e puntare a diventare competitiva anche in Champions, mi sembra una scommessa troppo grande attendere l'occasione in un settore dove in questo momento c'è una mancanza evidente.

Si parla ora di Read, Perisic, Vanderson, Belghali, per carità come ripieghi possono andar bene tutti, ma iniziare la stagione con una 'toppa' sulla fascia destra, con tutto il rispetto per i giocatori che arriveranno o che ci sono, potrebbe lasciare un grande senso di rimorso e di frustrazione, soprattutto per come sono andate le suddette trattative. Di tempo ce n'è ancora e di occasioni possono spuntarne sempre, ma la classidra scorre e l'attesa, la grande attesa, continua.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 24 luglio 2026 alle 00:00
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
autore
E' giornalista pubblicista dal 2003, direttore editoriale e fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e continua a seguire nuovi progetti editoriali a tema sportivo.