Nella giornata dedicata a Curtis Jones, in cui l'Inter ha messo i pezzi del puzzle al proprio posto e si è praticamente assicurata il centrocampista inglese dal Liverpool (in attesa ovviamente degli annunci ufficiali), dalla Spagna tornano, come accade ormai ciclicamente, le voci sull'interesse del Barcellona nei confronti di Lautaro Martinez. Dopo aver ricevuto una porta in faccia dall'Atletico Madrid per Julian Alvarez, che si è persino esposto in prima persona chiedendo il trasferimento durante la spedizione mondiale dell'Albiceleste, i blaugrana si sono consolati con l'arrivo di Rodri dal Manchester City per 60 milioni, completando un centrocampo strepitoso sotto ogni punto di vista. La rosa però non è completa, perché Hansi Flick non ha un numero 9, il finalizzatore del piacevole calcio espresso dal Barça, sublimatosi anche al Mondiale con la Nazionale spagnola.
Una sfilza di candidati
La priorità era proprio Julian, ma non c'è stato verso di convincere i Colchoneros. Il resto è una lista enorme di nomi accostati ai catalani in questa sessione di mercato, da Joa Pedro del Chelsea a Viktor Gyokeres dell'Arsenal, da Luis Suarez dello Sporting Lisbona a Eli Junior Kroupi del Bournemouth, da Georges Mikautadze del Villarreal a Vangelis Pavlidis del Benfica. Insomma, una mappatura di centravanti protagonisti in Europa che però per una ragione o per l'altra non si sono mai avvicinati realmente alla Catalunya. Ed ecco che, il 19 agosto, a meno di due settimane dalla fine della sessione estiva del mercato, torna in voga il mai dimenticato Lautaro Martinez, che qualche anno fa, prima che Leo Messi lasciasse il Barcellona, era stato davvero tentato dalla possibilità di giocare al suo fianco in maglia blaugrana. E da allora è stato accostato al Barcellona ogni estate, senza però farsi più incantare dalle sirene catalane, costruendo la storia sua e dell'Inter in maglia nerazzurra.
Le ragioni del Toro
Anche stavolta, salvo imprevisti, queste voci saranno destinate a rimanere tali, per ragioni anche piuttosto scontate. Il ruolo del Toro a Milano non è quello di un semplice calciatore, un attaccante di grande valore. Lautaro è il capitano, la guida tecnica e agonistica della squadra, l'uomo spogliatoio, il simbolo della Beneamata nel mondo. In un'eventuale offerta il potenziale acquirente dovrebbe calcolare tutti questi bonus, non certo banali. Il suo contratto è di quelli importanti, il principale nella rosa nerazzurra e scadrà nel 2029. In più non va sottovalutata la sua volontà di continuare a fare la storia dell'Inter, club in cui ha messo le radici e in cui è molto vicino al secondo posto storico nella classifica marcatori all time: altri 34 gol e raggiungerà Alessandro Altobelli a quota 209, impresa ampiamente alla portata tra questa e la prossima stagione. Per agganciare Giuseppe Meazza a 284 reti servirebbe invece molta più pazienza e soprattutto una longevità calcistica significativa. Mai porsi limiti.
Le tempistiche del mercato
Da non sottovalutare anche la posizione dell'Inter, che oltre ad aver affidato a Lautaro un ruolo che va ben oltre il rettangolo di gioco, non penserebbe mai di privarsene con così poco tempo per sostituirlo, anche di fronte a una cifra importante. Il mercato a certi livelli impone che le tempistiche vadano rispettate, a meno di proposte economiche talmente assurde da abbattere persino questa etichetta. Ma il Barcellona riuscirebbe a presentarsi in questi giorni con un'offerta talmente fuori mercato (in Argentina si vocifera di 100 milioni di euro) da convincere la dirigenza nerazzurra (e lo stesso Lautaro) ad accettare un trasferimento che rappresenterebbe un salto nel buio enorme sotto ogni punto di vista? Ovviamente nessuno ha la sfera di cristallo e il mercato ha riservato spesso sorprese, però da Viale della Liberazione è già filtrato un messaggio chiaro all'esterno: "Non è un vendita". Una presa di posizione netta che getta una cascata di acqua sul fuocherello che stava crescendo. E che è supportata da un concetto semplice in aggiunta alle motivazioni già elencate: rispetto a qualche anno fa la società nerazzurra non ha bisogno di cedere i propri giocatori migliori per autofinanziarsi o sistemare il bilancio, merito dell'aumento dei ricavi degli ultimi anni che permettono di respingere proposte importanti per i migliori calciatori. E il Toro probabilmente è in cima a questa lista.
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