Curtis Jones prima di tutto. Da gennaio l'Inter corteggia il centrocampista del Liverpool, che ricambia con grande partecipazione e se fosse per lui sarebbe già ad Appiano Gentile ad allenarsi con i compagni. Chissà che invidia nei confronti dei connazionali John Stones e Djed Spence, che hanno raggiunto quello che attualmente è il suo obiettivo. Che sul rettangolo di gioco fosse un giocatore di personalità non è mai stato in discussione, adesso lo sta dimostrando anche fuori dal campo mantenendo la propria posizione da mesi: o Inter subito o ciaone tra un anno a parametro zero. A prescindere da come finirà la questione, si spera con un annuncio ufficiale sui canali social nerazzurri, con tanto di contenuti da seminare un po' ovunque, è un piacere toccare con mano la voglia di Inter di un giocatore che comunque veste la maglia di uno dei club più importanti della storia e se volesse potrebbe rimanerci a vita, con un rinnovo solo da redigere e firmare. Invece quella di Jones è una scelta di vita: via dalla Premier League per essere protagonista all'estero, in quello che oggi è il miglior club d'Italia, con legittime ambizioni europee. E per chi ancora se lo chiedesse, non serve cedere Luis Henrique per acquistare il classe 2001 di Liverpool: il costo squadra, uscito Davide Frattesi, permette questo investimento e chi ragiona ancora sul contante che entra e che esce per fare mercato, come se bisognasse andare a fare la spesa, è fuori strada.

La testardaggine di Jones ricorda molto quella di Benjamin Pavard, quando nell'estate 2023 fece davvero di tutto, compresi pseudo infortuni, per trasferirsi a Milano. Anche con il francese l'Inter aveva messo in preventivo un investimento da oltre 30 milioni e sapeva di dover trattare con un top club d'Europa, non certamente costretto a (s)vendere i propri campioni. Con pazienza, cucinando la trattativa a fuoco lento, la dirigenza e Pavard raggiunsero l'obiettivo e lui diventò 'Benji l'interista'. Storia che sembra lontanissima nel tempo, considerando quanto accaduto successivamente. Eppure la testardaggine di Pavard sta facendo la differenza anche adesso. Il classe '96 è tornato da Marsiglia con l'intenzione di rimanere, pur sapendo di essere sul mercato. Forza di volontà, convinzione dei propri mezzi e un'umiltà che stona con cotanto palmares (potrebbe persino decidere di smettere osservando la sua sala trofei) lo hanno accompagnato sin dall'inizio del suo percorso bis a Milano, sordo alle voci che quotidianamente lo mettevano all'uscio e concentrato sul campo quando, in assenza di alternative, Cristian Chivu lo ha gettato nella mischia. Ecco, l'atteggiamento è quello giusto e quella pacca di Lautaro dopo la rete di Stones a Bari può significare tanto, considerando che il capitano può parlare a nome di tutto lo spogliatoio e un suo pollice su fa tutta la differenza del mondo. Non è dato sapere come finirà questa faccenda, se al 31 agosto, come accaduto un anno fa, Pavard farà ancora le valigie, ma ad oggi più che un problema nello spogliatoio il transalpino ha le sembianze di un valore aggiunto per l'Inter. Dopotutto, andandosene, lo aveva detto chiaramente ai tifosi: "Questo è un arrivederci". E' stato di parola. Come finora Curtis Jones. In attesa che si autodefinisca 'Curty l'interista'.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 18 agosto 2026 alle 00:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.