Demetrio Albertini ha una lunga esperienza nel calcio italiano alle spalle, ma anche in quello spagnolo, avendo militato come centrocampista nella Liga. Da qui la riflessione, affidata a La Repubblica, riguardante il trionfo degli iberici al Mondiale. "E' un percorso costruito nei decenni, condiviso da club e federazione. In Italia, ognuno va nella propria direzione: le nazionali, le società, le leghe".

"Il 90 per cento dei club ha una seconda squadra - continua Albertini -. Della rosa campione del mondo, 22 su 26 hanno giocato in seconde squadre spagnole. Rodri, per oltre 40 partite. Così arrivano pronti. Le nazionali giovanili italiane spesso vincono? Anche perché i migliori coetanei di Spagna o Germania sono già titolari tra i grandi. Noi li teniamo in Under 21, magari dopo una stagione in panchina".

"Il calcio riflette la società. L’Italia è gerontocratica. Si ha poca pazienza, abbiamo una media alta di esoneri. I nostri dirigenti, sportivi e non, dovrebbero fare un giro nei vivai spagnoli", aggiunge ancora Albertini.

Sezione: Rassegna / Data: Mer 22 luglio 2026 alle 10:20
Autore: Antonio Di Chiara
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